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Il Kif
Kung Fu
2009
Alkemist/Code
di
Giuseppe Celano
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Si autodefiniscono quello che in Italia manca di più ossia una buona dose di sano rock (and roll) che ti prende a calci in culo. Sin dai primi brani di questo nuovo lavoro intitolato “Kung Fu”, gli Il Kif mostrano con qualche mossa vincente la forza dirompente del rock vecchio stampo, “Resta In Piedi”. Alcuni riff ricordano gli Skunk Anansie, “Schiava Dell’immagine” mentre la ballata “Soltanto Adesso” viaggia su coordinate blues con assolo alla John Frusciante. Qualche rimando ai Litfiba, “Suicidio” ma la sensazione di fondo impressa dal disco è quella di un pitbull che addentata la preda non molla più la presa. “Kung Fu”, secondo brano, parte da un attacco quasi hendrixiano mentre il cupo giro di basso in “Allucinazioni” sostiene la voce distorta, la sezione ritmica si stoppa e riparte lanciando un buon assolo. Alcuni pattern risultano abbastanza prevedibili e macchinosi, “Lilly Bussa Alla Mia Porta”, dove neanche i testi brillano per originalità. Gli ultimi tre brani sono materiale blues a tinte psichedeliche, “Ritmi Selvaggi”, di sanguigni riff alla Negrita, “Non Ricordo Chi Sei”, mentre “Superego” chiude l’album su atmosfere zeppeliniane costruite con accordi muscolari e stop&go brucianti. Rock vecchio, che puzza di rancido, scaduto, in disuso, reietto, deleterio ma pur sempre cazzutissimo rock and roll di estrazione italiana, i ragazzi ci riportano a vecchie sonorità mai dimenticate del tutto.
Articolo del
15/11/2009 -
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