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Wild Wet
Carousel Of Nothing
2009
Gracie/EMI
di
Manuela Cosenza
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Quando si dice che l’attitudine a lanciarsi nel vuoto bendati senza appigli sia propria della carriera musicale, è assolutamente dimostrabile nel caso dei Wild Wet ragazzi con unica vocazione: suonare. Nella variegata tela che la nostra Penelope “rokkettara” tesse, ci sono diverse matasse di cui si alimenta il genere che ci ha fatto “girare e dondolare” sin dai primi anni cinquanta. Tra queste, il filo di cui molti si servono per uscire dal labirinto delle “contaminazioni” (dalla prospettiva musicale dei “duri e puri”) o dalle influenze mutuate da altri generi (aggettivazione positiva, dall’orecchio dei più sperimentali). Protagonista del cd è assolutamente il riff puro, stampo rock’n roll. Ma anche una voce capace di sostenere alte tonalità, infondendo maggiore preziosità al lavoro. Il loro sound nasce da una necessità propriamente rock, uno stato emozionale puro senza compromessi e richiami diretti. Loro sono i Wild Wet e basta! E’ questa individualità estrema che caratterizza ”Carousel of Nothing, plasmato negli Sates e non nel paese degli starnazzi e dei piumaggi volanti, in cui la bellezza della buona musica si manifesta nelle troppo poco frequentate cantine buie. La libertà con cui si esprime il lavoro è attribuibile anche alla tranquillità di avere la possibilità di esprimersi liberamente senza avere di fronte una giuria anziché un pubblico di ascoltatori (“Le persone non vengono per giudicare quanto sei bravo o quanto fai schifo, ed anche tra band non abbiamo sentito rivalità, anzi abbiamo stretto fin da subito un buon rapporto e avremmo potuto continuare per molto tempo...”).
Articolo del
08/11/2009 -
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