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Mustywig
Knowledge Of Another Sun
2009
Black Fading Records
di
Silvia Bacci
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I Mustywig sono una band italiana, cosa che ascoltandoli non si direbbe affatto, in quanto il loro sound è certamente più vicino a quello di molte band statunitensi. Dare una definizione del loro genere non è affatto facile, prima di tutto perché hanno fatto molti cambiamenti da quando si sono formati nel 1998 e soprattutto perché si ritrovano molti generi nei loro lavori: dal rock al crossover, ma anche hardcore: in ogni caso è una grossissima limitazione etichettarli in questo modo. Hanno prodotto un demo, due EP e due album prima di giungere al terzo: ”Knowledge Of Another Sun” e all’attuale e definitiva line up composta da: Alex (voce), Chuck (chitarra), Ciro (basso), Mario (batteria) e Paolo (chitarra e synth). ”Knowledge Of Another Sun” è un album dalle numerose sfumature, ricco di mistero e piacevolmente oscuro. E’ un viaggio in un’altra galassia: si crea un’atmosfera “spaziale” e l’universo non vi sarà mai sembrato più tangibile percorrendo gli 11 brani che compongono l’album. Il primo pezzo ”The Conjury Of The Silence” e l’ultimo ”Abduction” che appare come ghost track, rispettivamente iniziano e finiscono nello stesso modo: una melodia stile X-Files che così abbraccia l’album in un cerchio senza inizio e senza fine. Con il riverbero finale di 2012 inizia ”Evolution”: brano dal ritmo serrato che termina solo con la voce accompagnata da un riff di chitarra. Invece ”Mirror In A Desert” è molto particolare: si ricrea il suono della pioggia a inizio brano, voce sommessa e si prosegue con bonghi per poi tornare al sound tipico della band. Ma sono soprattutto i suoni elettronici come in ”Area 51” e ”Project Blue Book” a rendere quest’album così particolare. ”Knowledge Of Another Sun” è l’ultimo brano (senza considerare la ghost track) ed è caratterizzato da poca lirica: ci si concentra essenzialmente sulla musica; entra in scena il piano per ravvivare il pezzo, altrimenti un po’ troppo piatto. Ascoltandolo scoprirete il tocco particolarmente interessante che i Mustywig hanno saputo dare a quest’album. Non è semplice trovare qualcosa di così unico e fuori dagli schemi; lo definirei estremamente originale.
Articolo del
14/12/2009 -
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