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"Believe In Some Kind Of Truth" è il primo full length ufficiale dei bolognesi Sweet Insanity, già conosciuti grazie ad un EP datato 2007. Nonostante sia piacevole all’ascolto, suonato benissimo e heavy quanto basta, l’album non aiuta i ragazzi a far emergere la loro personalità. I debiti stilistici della band nei confronti di Metallica, Megadeth ed Alice In Chains sono evidenti in particolare nella performance vocale di Filippo Darchini, che si ispira sin troppo dichiaratamente a James Hetfield. Sia chiaro: avere dei modelli a cui ispirarsi in ambito musicale non è certo un delitto, anzi. Purtroppo il business musicale è crudele, e il mondo dell’hard’n heavy, pur sottraendosi a determinate logiche commerciali, non fa certo eccezione; il che significa che per sopravvivere in questo ambiente occorre tirare fuori le unghie e la personalità. Gli Sweet Insanity di "Believe In Some Kind Of Truth" peccano un po’ da questo punto di vista, ma i lati positivi certo non mancano, a cominciare dall’esecuzione pulita e precisa e dalla buona tecnica del chitarrista Andrea Grillini, che, grazie ai suoi riff energici e ben congegnati, dona una struttura forte e lineare a tutti i 12 brani. Con le sole eccezioni di "The Last Is The Least" e "Libido", i brani meno riusciti, "Believe In Some Kind Of Truth" riesce ad essere tutto sommato un lavoro brillante, adatto a chi non ama le sonorità del metal troppo estremo. Una intro di carillon e arpeggio di chitarra introduce "Ready To Burn", che ben definisce il panorama musicale della band con un riffing avvincente, e "The Cellar Door", ottimo pezzo con degli interessanti cambi di ritmo. "Conflict" inserisce un passaggio tastieristico su una batteria cadenzata, creando un effetto abbastanza peculiare. "Dressed To Kill" è orientata verso territori più Maideniani, mentre "Virtues And Sins" propone un arrangiamento più melodico. L’album si conclude con una ballata, "A Funeral Lullaby", molto romantica e quasi dark e gotica. Non c’è male, però aspettiamo gli Sweet Insanity al varco della seconda prova, per verificare se saranno riusciti ad essere finalmente se stessi.
Articolo del
11/01/2010 -
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