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Suona la carica, strombazza la riscossa, arrivano gli Antistamina. ”Apache” comincia la sua galoppata furibonda, e riecheggiano le pistolettate sul rullante, ritmo, ritmo, ritmo; la tromba è davanti alla truppa che incoraggia tutti i reparti. La goliardia, corre sulle piste del cd tra spruzzi di chitarra e i capitomboli dei fiati, si balla a perdifiato con il ”Perfetto Benpensante”, Ladyorange ci da dentro e scivola leggera con la voce sul brano che vele la pena riascoltare con molta cura. Graffiante e sorniona il ”Primo della Classe” prende in giro, un classico dei cliché e lo fa con un botta e risposta della sezione ritmica e de fiati che si alternano agli scherni della chitarra, veloce dura e diretta, uno skapunk degno della migliore tradizione, in cui le doti tecniche di tutta la band affondano nel meglio del loro repertorio. Di marca più rock i suoni prodotti da ”Libertà Apparente”, la società è stanca e apatica e allora è bene darle una scossa, i fiati come dei desaparecidos soffiano contro vento mentre la rivolta sonora impazza; lo scontro si fa più aspro e deciso in ”Voglia di Cambiare”, questa parte del lavoro è particolarmente curata nella calibrazione dei suoni, e nel dosaggio delle parti in un mix molto riuscito, il contorno rock è una base solida che traccia le belle variazioni dei fiati e del cantato, da notare il superbo lavoro in questo brano di Bobby alla batteria. Con il sesto brano ”Rebel Yell” la band dimostra di riuscire a non soffermarsi troppo sulle abitudini del genere tirando in "ballo" un classico di Billy Idol, decostruendolo e appropriandosene in una bellissima cover. ”Fiore Malato” sboccia col botto, segno di grande vitalità, qui lo ska viene leggermente sopito per lasciare spazio al rock duro e puro, ma non appassisce e ”Maturità” testimonia a pieno la furia della band che prende a pugni l'ipocrisia dominante. Forse il pezzo meno efficace è ”Il Gioco Sporco”, lontano dal continuum dell'album, distante per sound e ritmo, La luce riporta frenesia elettrica e profondità, la chitarra martella incessantemente tutte le sezioni, in una lunga corsa spericolata e senza fine; ”La Trentesima Traccia” è le chiusura frenetica di un album che convince. Di sicuro dal vivo gli Antistamina, devono essere strepitosi, nell'attesa ci si può rituffare nel loro album.
Articolo del
04/01/2010 -
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