|
BENVENUTO SU EXTRA! MUSIC MAGAZINE - La prima rivista musicale on line, articoli, recensioni, programmazione, musicale, eventi, rock, jazz, musica live
|
|
|
|
|
|
Sarah Shuster
Rain From Mars
2009
Red House Recordings
di
Giuseppe Celano
|
|
Quando il rock ha l’urgenza di mantenersi, quasi sempre, sotto i tre minuti prende il nome di Sarah Schuster. E le attese non vengono smentite, “Rain From Mars” gode di buona salute, il rock energico, erogato dagli strumenti e in formato riot-girrrl, ammicca ai Pearl Jam di “Reviermirror” (”Hate The Sleepers”) e ricorda vagamente il piglio caustico della prima P.J. Harvey, pur mantenendo le necessarie distanze del caso. La produzione è buona e la scelta di riff muscolari, a cui la sezione ritmica applica un andamento ondeggiante e ballabile (”More”), fa decollare in fretta questa uscita. Loro sono in quattro e sembrano divertirsi un mondo a suonare, alla faccia di chi crede che questa musica debba per forza presentarsi a muso duro. Fra sezioni nu-punk e brani sporcati dall’ingresso di un inaspettato, quanto funzionale, sax saldamente ancorato nelle sapienti mani di Amy Denion, a volte anche all’accordion, il disco scorre via che è una bellezza. “Music Beyond Me” e “The Devil’s Touch” danno la sensazione che i brani siano anni luce lontani l’uno dall’altro, ma allo stesso tempo non si può parlare di disomogeneità, anzi esattamente l’opposto. La band ha la capacità innata di legare gli elementi più disparati con una facilità imbarazzante, “Riverbank”. Volevate un bel disco da sentire dopo le abbuffate natalizie? Eccovi i Sarah Schuster, sorseggiateli come si fa con un buon cognac dopo una lunga cena fra amici.
Articolo del
03/02/2010 -
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
|
|
|
|
|
|
|
|
|
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
|