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Kobayashi
In Absentia
2009
Corasong
di
Sara Bracco
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In circolazione già da un paio d’anni i lavori dei Kobayashi, un Ep nel 2005 ”Infantili e Crudeli”, per passare al 2008 con il primo album ufficiale a cui la critica non ha potuto che appuntare un bel fiore all’occhiello e finire ad oggi con un nuovo progetto nato dall’incontro dei quattro ragazzi di Carrara con Antonio Pelliccia. Tranne l’aggiunta in alcune tracce dei reading di Laura Pugno o delle voci di Yukiko Shibata, gli scritti di ”In Absentia” sono totalmente strumentali e prendono forma da una sonorizzazione presentata alle 53esima Biennale di Venezia. Imbevute le radici tra il post rock e la psichedelica più sintetica e raffinata i Kobayashi si cimentano con lunghe e distese disposizioni al rumore, ricamate con cura per far vivere queste quattro tracce d’insiemi più o meno acustici (theremin, basso, batteria, chitarra, vocoder, violoncello o marimba). Non manca l’influenza al genere, dalle conoscenze formative e psichedeliche alla Barrett in ”Détournement” agli archetipi alla Mogwai poi ancora il noise e le distorsioni per ”Air Motel” o l’elettropop di ”Vendramin?” in cui sono da sottolineare gli impeccabili giri di basso. Memorie della tradizione post rock ma suonate con fantasia e senza esercizio di stile a sviluppare una serie di trasformazioni alchemiche del suono. Una sua logica, una propria collocazione (online e in libreria abbinato alle poesie di Laura Pugno) e alla fine una buonissima riuscita!
Articolo del
29/03/2010 -
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