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Die Transfer
Plastic Machine
2009
CD autoprodotto
di
Martina Consoli
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Mettere in piedi una band in pochi mesi e in altrettanti mesi entrare in uno studio di registrazione uscendone con un EP in mano, può essere un’impresa assai ardua. E’ un rischio che i Die Transfer hanno deciso di correre e così, formatisi nell’estate del 2009, a novembre dello stesso anno, hanno pubblicato il loro primo EP (autoprodotto) dal titolo “Plastic Machine”. Il gruppo formato da Elia Trevisan (voce, basso), Marco Andreetta (chitarra, tastiere, cori), Matteo Pezzutto (chitarra) e Douglas D’Este (batteria) ha registrato in tutto cinque tracce, che mostrano il continuo e ricercato raggiungimento di un’identità, di una qualche “idea” univoca di gruppo, che stenta però ad essere afferrata. L’ascoltatore si sente fuorviato, capta la presenza di alcuni ingredienti ma non comprende come tra loro sono miscelati: si passa da un sound analogico a ritmi punk-rock e melodie new wave, troppa divagazione di stili di cui non si riesce a delinearne i confini. “Dark Place” la prima traccia, monocorde e ripetitiva, lascia il posto a “The Villain” e “Sunrise” in cui riesce finalmente ad emergere un po’ di energia, accompagnata da riff efficaci di chitarra che almeno fanno si che non passi inosservata una non di certo improvvisata preparazione musicale dei singoli componenti della band. Peccato che in “Changing Our Ways” e “Love You Shave You Loose You” l’ascoltatore inizia nuovamente ad essere disorientato, ricomincia la monotonia. Un “progetto” comune a livello di band è ancora ben lungi dall’essere raggiunto.
Articolo del
16/02/2010 -
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