|
Parte con un giro accattivante di basso, e ritmica catchy, “Just A Call”, apripista di “Romancing The Bones”, lavoro dei Betzy. Mentre il cursore si sposta verso “Shopgirl”, seconda traccia che poco si discosta dalla precedente, la mente inizia a cercare punti di rifermento che spuntano come funghi nel bosco dopo una abbondante pioggia. Prodotto da Ru Catania e registrato a New York nel 2006 “Romancing The Bones” è un album delicato, dove non si urla ma si narra, i volumi sono contenuti e la distorsione assente. Gli strumenti suonati sono davvero un’infinità, l’organo di “Suzke K”, probabile storpiatura dell'altra celeberrima “SuzieQ, è supportato da acustiche prima, e dalle elettriche poi, indissolubilmente legate all’inossidabile Beck. Il chorus ricorda alcune cose molto vicine ai primi Gomez, ma non disdegna l’inconfondibile melodia di marchio beatlesiano. Le atmosfere evocate ricordano storie andate a male o peggio inconcluse, l’andamento della ritmica è barcollante, pregna di alcol usato come lenitivo sensoriale. Di fondo si apprezza la ricercatezza dei suoni, l’equilibrio delle composizioni e la solida struttura del songwriting, “Night Jersey” è forte di una sax sensuale, caldo e penetrante. Gli strumenti sono ben equilibrati e mai invadenti, i cambi ritmici giocano a favore di Betzy rendendo il disco ancora più interessante. “Always In The Dog House” è una gemma incastonata nel disco, e in alcuni casi spuntano collegamenti con i White Stripes, più nel mood che nella struttura, mentre in altri il fantasma di Hendrix (vedi copertina), jamma con i Cream in “Sister Are Better”. Le canzoni sono semplici, ma cosi ricche di particolari da risultare (con)vincenti. Non è finita perché la band cita senza strafare, e con un tocco di classe, il grunge nell’acustica “Gay Bar”, trasformata sul finale in un’orgia danzereccia. Quando i giochi stanno per concludersi la band fa duettare lo spirito di Lou Reed e di Johnny Cash in “Mess Around”. Questo lavoro nasce come un concept su un giovane peccatore, Frank McKlusky, e sul suo antagonista, il reverendo Crawford, che beve tutto il suo whiskey mentre cerca di salvargli l'anima. P.S. Betzy è italiano, totalmente immerso nella decadenza di una “Brooklyn che non dorme mai”. Ma tutto questo non ditelo in giro, e neanche a lui, ancora non sa di esserlo, potrebbe svegliarsi in preda alle convulsioni.
Articolo del
08/03/2010 -
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
|