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Immersa in panorami lontani, eppur vicini, ho letto ed ascoltato questo ultimo e splendido lavoro degli Akkura, “Brucerò La Vucciria Col Mio Piano In Fiamme”, un libro-disco che, mentre fuori piove, riscalda l’anima con la forza del sole siculo. Gli Akkura hanno deciso di raccontare Palermo e la Sicilia, di raccontarli dal lontano Brasile, dove hanno inciso questo disco e di cui, lungo tutto l’arco dell’ascolto, si possono sentire numerose suggestioni sonore, che si vanno a fondere con uno stile più italiano, e, sicuramente, pieno delle incantate fascinazioni meridionali. Il calore degli strumenti, della voce, l’allegria e la potenza delle melodie sono proprio le caratteristiche della buona musica del nostro Paese e della proposta siciliana che è ricca di artisti così bravi, come ci dimostrano anche i racconti che accompagnano, ad una ad una, ogni canzone presente in questo disco. La parola “brucerò” sta proprio a voler significare questo, non è una violenta espressione di rivolta, ma piuttosto è un’ardente preghiera dell’anima palermitana della band, e dei loro compaesani, che non vogliono veder scomparire la vera Palermo sotto le mani dei ricchi-estranei-arricchiti che ne stanno snaturando il volto tradizionale “ristrutturandola”, rendendola non più un luogo di magnetismi fiabeschi e multietnici, ma uno specchio del trend e di parole, anglofone e moderne, che i palermitani si rifiutano di pronunciare. “Brucerò La Vucciria Col Mio Piano In Fiamme” è un disco allegro e malinconico, un viaggio in vari luoghi della realtà sicula, tra i vicoli della città, nelle storie della sua gente, che gli Akkura mettono in musica, mentre Dario Tosini, Andrea Gullotta e Alli Traina, autori emergenti del panorama siciliano, trasmettono attraverso brevi e ben studiati racconti, spalleggiati anche da due storie scritte da artisti già affermati, il cantautore Cesare Basile e il teatrante Davide Enia. Questo libro-disco è un piacere per gli occhi che si illuminano dei colori della Sicilia, quanto per le orecchie che vengono stuzzicate, violate e accarezzate dalla musica degli Akkura e dalle loro innegabili doti artistiche. Prendetevi del tempo per ascoltare questo cd, e mentre lo ascoltate leggete il libro che vi è allegato; passate una domenica pomeriggio rilassati sul vostro divano, e ogni tanto guardate all’esterno; e, anche se nevica o piove, potrete sentire gli odori di Palermo e il caldo sole della Sicilia che vi accarezza la pelle, ricordandovi luoghi antichi perché, come ricordano gli stessi Akkura, Palermo non attende nessun futuro, “A Palermo il futuro già ci fu”.
Articolo del
07/03/2010 -
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