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Phono Emergency Tool
Get Lost
2010
CD autoprodotto
di
Daniele Bagnol
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Sono sempre stato un tenace sostenitore (con riserva) dei terzetti chitarra-basso-batteria nella musica, a mio parere la vera essenza del rock: una formazione ridotta all’osso nella quale poter sviluppare al massimo l’intimità e la chimica senza fronzoli. E con questo ”Get Lost”, seconda autoproduzione degli emiliani Phono Emergency Tool ne ho l’ennesima prova. Si percepisce subito una buona intesa e solidità tra i membri della band, generata da una discreta esperienza live, qualche presenza da segnalare nelle radio italiane ed estere, ma soprattutto la capacità polistrumentistica dei tre che li pone democraticamente sullo stesso piano; il lavoro si appoggia sulla vena compositiva di Andrea Sgarzi (ad eccezione di un paio di canzoni del fratello-bassista Sandro Sgarzi) e sulla sua voce che a volte però si fa troppo timida e viene sovrastata da tutto il resto. Si tratta di un album che assorbe, mastica, ingoia ed elabora un’ ispirazione nostalgica tra sonorità sixties e qualche escursione nineties senza mai cadere nel già visto o già sentito: certo i richiami sono forti, ma il rischio viene coperto dalla naturale qualità del gruppo ed il fatto si sapersi staccare al momento giusto per percorrere il resto della strada da soli. L’ atmosfera è condita con spolverate di Gomez e la rudezza dei Pavement, con accordi pop ma mai banali che non sovraccaricano l’opera: su tutte, “Get Lost” e “Time” hanno una forte carica dichiaratamente Blur di metà anni ’90, quella della sperimentazione del pop chitarristico. Con “Strange Women Strange Men” la scena si fa più zuccherosa, soffice, con quel ritmo easy da spiaggia intorno al falò. Il disco non accelera mai più di tanto, mantenendo la stessa velocità di crociera in tutte e nove le tracce e centrando qualche ritornello che rimane inchiodato in testa: vero e proprio indie made in Italy, all’ inglese.
Articolo del
18/03/2010 -
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