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Mo Machine
Prequel
2009
Rock Over Records
di
Giuseppe Celano
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I Mo Machine coniugano l’amore per il pop e il rock sofisticato, fatto di una produzione pulita, di assolo che, non ruggiscono ma graffiano, un trio di session man di classe. Nel loro caso potremmo affermare che ne uccide più la penna (del songwriting) che la spada (di produzioni edulcorate), una band poliedrica che oscilla fra atmosfere jazz in “Princesse Bag”, e sezioni vicine all’andatura di “Money” dei Pink Floyd in “Cream”. “Fire” invece lascia posto alla più tranquilla, e pensosa, “Leave The Pain”, dagli interessanti intrecci vocali. “Prequel” è un disco che ama la melodia, i testi che non risultano invadenti ma di una sensibilità e capacità di osservazione che, attraverso angolature diverse, permette di evitare soluzioni comode e scontate. Domina la fantasia degli innesti fra linee melodiche diverse, gli assolo, delicati, fanno sognare, mentre i tre s’impegnano nella ricerca di soluzioni alternative e danno la netta sensazione che suonino per il gusto di produrre qualcosa che piaccia prima a loro e poi al pubblico, “Time Is An Animal”. Nel finale “Disaster Pt.1”, buon mix di rock con larghe aperture jazzistiche, fatte di note acide soffiate dal sax di Alessandro Bosco, si dissolve e riparte in “Disaster Pt 2” che esplode in mille colori sgargianti, come se fossero proiettati da un occhio di bue impazzito. Chitarre immerse nel wah-wah, tastiere liquide, e ritmica possente avvolgono la voce di Alessio Colosi, lasciandoci lo spazio necessario per poter gustare questa ricca ricetta, fatta di gustosi ingredienti.
Articolo del
27/03/2010 -
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