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Leea Clem
“Sweet Revenge”
di
Domenico Capitani
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“Ho cambiato tutto ma non quello che sono”… da questa frase prenderemmo spunto per disegnare un manifesto di questo debutto sulla lunga distanza per la giovanissima Giulia Clementi in arte Leea Clem. Ed è dentro la chiusa di questo ascolto con “Fixed Her” - brano lasciato quasi “nudo” di un’acustica davvero matura e interessante oltre che al comparto digitale a far da corona ma qui con moltissima eleganza e sobrietà - che possiamo mettere in piazza la già matura definizione di una personalità che, nonostante i primi passi di una carriera, già sa bene chi voler essere e che voce avere (lasciandomi pensare che tantissimo di questo suono deriva da mille rimaneggiamenti ed esperimenti di stile… cambiando sempre tutto ma mai quel che si è). Il nuovo pop italiano passa da qui, dalle tinte urbane di R&B, dal drilling, dall’America dei ghetti fatte di Rap abbandonando definitivamente quelle tinte melodiche che lo trasformavano nel tanto contestato Trap… dentro “Sweet Revenge” la vediamo bene quella linea che separa l’amatore del professionista: una produzione impeccabile a firma della crew di Daniele Diana e Robbikek, mix e mastering a firma di Claudio Chiarantoni e Alessandro Pepe… lo vediamo bene il suono che si appoggia dentro soluzioni dub e le soluzioni alla Stromae dentro la title track… i riverberi sognanti dentro la delicatezza di “Segni sulla neve” dove forse la voce nel mix avrebbe preferito una mescolanza maggiore col suono, arrivandomi invece troppo scolpita e forse meno mantecata col tutto. Credibile Leea Clem quando sfoggia l’inglese in due momenti di questo disco: “No More” (arriva il tanto agognato drilling) ci regala anche soluzioni di synth assai interessanti che quasi portano i nostalgici dentro gli anni ’90 dei The Prodigy… quasi eh… ma la chiusa, li dove voglio tornare: forse il momento più alto dove il futuro tecnologico viene messo un poco da parte e resta l’artista nuda e cruda (o quasi) a sfoggiare un pop d’autore acustico che ha davvero un taglio internazionale. Nessun miracolo e nessuna rivoluzione: c’è tanto da lavorare e molto deve concentrarsi sull’originalità visto che siamo ben dentro i cliché di questo tempo. Ma già saperci entrare e saperli citare con un mestiere coerente e credibile è tanto… da qui procediamo oltre. E le carte ci sono…
Articolo del
10/02/2026 -
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