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Osees, Thee Oh Sees, The Oh Sees, The Ohsees, e agli albori anche Orinoka Crash Suite, OCS, Orange County Sound, sono le mille facce di uno stesso sound, gli innumerevoli volti di una stessa band dalla pelle mutante. Ormai abbiamo perso il conto di quanti album hanno pubblicato, forse una trentina esclusi gli Ep, ma, in fondo, i numeri non sono importanti, perché nella loro sconfinata discografia si troverà sempre quell'immediata, folle e psicotica attitudine che coinvolge e affascina.
Intanto, piccola digressione doverosa, quest'anno è uscito anche Zuzax, quinto disco di Damage Bug, il progetto solista di John Dwyer, frutto di esplorazioni sonore fatte di sintetizzatori analogici, drum machine e sperimentazioni ispirate al krautrock. Zuzax è proprio come lo scheletro che sfreccia sulla decappottabile della sua copertina. È un mix di sonorità trasversali che vanno da sperimentazioni pop alle visioni motorik, passando per l'afrobeat, la jazz fusion degli anni '70 e le ballate gotiche. Consigliato.
Tornando agli Osees, Off Course è invece l'ultimo capitolo di John Dwyer & Co., contenente una trentina di minuti che sembrano dilatarsi all'infinito, come una spirale ipnotica spruzzata di garage-psych su derive cosmiche imbevute di space rock. Groove e improvvisazione, precisione tecnica e libertà creativa, dilatazioni programmate ed esplosioni anarchiche, confluiscono tutte all'interno di questo disco.
Si viene subito catapultati nello spazio con la title track, tra le stelle e la polvere, a metà strada tra i flussi ipnotici dei Gong e Astronomy Domine dei Pink Floyd. Basso e batteria serrati, su piatti cinesi, agogô e campanacci, accompagnano "Hecate’s Reflection Is A Trick", tra ritmi sincopati e distorti su un andamento funky. Con la strumentale "The Trick" ci si ritrova all'interno di un'atmosfera sfacciatamente Sixties. Chiudono le allucinazioni motorik di Syringe e l'ironia dissacrante e teatrale, in salsa Procol Harum, di The Brute On His Knees.
Off Course è un disco fisico, vivo e pulsante. È un album libero, nel vero senso della parola, che sprigiona quella forza sensoriale rivoluzionaria e d'improvvisazione pronta a spingerti a danzare sull'immaginazione e sul ritmo, aprendo il deserto della mente. E noi li aspettiamo sempre dal vivo, lì dove il loro sound deflagra con ancora più vigore e follia, tra le pelli di due batterie, pronti a scatenarci sotto palco
Articolo del
15/07/2026 -
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