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Richard Ashcroft
Un weekend con Richard il Grande
11/03/2006
di
Morrisensei <
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Qualche appunto, solito, sul weekend. In anticipo. Perchè la domenica ci fa schifo. Con i suoi rituali para ecclesiastici e calcistici. Appunti musicali in contesti differenti. La bocca larga della Maugeri e la sua ostentata pronunzia inglese accompagnano lo speciale dedicato da MTV a Richard Ashcroft. Nello studio Supersonic fortunatamente non c'è più il gatto Silvestrin, volato a miglior vita artistica (si legga "Piano 17" dei Manetti Bros. e la prossima serie di "Distretto di Polizia"). La scenografia è bella. Riccardino pure. E' in vena. Sorridente, disponibile, aperto. Non è una rockstar. E' un padre, un marito innamoratissimo (dedicherà alla moglie Kate "Lucky Man") ed un grande artista. Volete giudicare l'ultimo album? La storia, il bel ragazzo di Wigan, l'ha già scritta con i Verve. Tre album strepitosi. I primi due drogati, space e shoegaze, l'ultimo un capolavoro di pop moderno. In veste solista si è dedicato (soprattutto con il recente terzo capitolo) a rielaborare l'affetto verso il Soul o Northern Soul come si diceva una volta. Curtis Mayfield è dietro l'angolo ma Richard non ne fa un mistero. La sua voce è ancora splendida. Calda. Senza cedimenti. La doppietta rigeneratrice si completa con la visione di un film del 2004 passato inosservato dalle nostre parti: Dietro L'angolo (Around The Bend). Diretto da Jordan Roberts ed interpretato da un grande Michael Caine e da uno strepitoso e commovente Christopher Walken, per chi scrive il più grande attore vivente. E' una storia di quattro generazioni di uomini. Un viaggio a ritroso per scoprire alcuni scheletri lasciati nella polvere. Ma è anche una onesta riflessione sulla vita. Scandita anche a ritmo di musica. Nella colonna sonora, oltre ai vari Warren Zevon, Leon Russell e Bob Dylan, spicca (ma senza mai esagerare e frastornare) la celebre "Hi Ho Silver" dei Fleetwood Mac di "Kiln House" (1970). E' un album importante. Non tanto per il valore dello stesso (discreto) ma perchè rappresenta il primo passo senza il leggendario, incommensurabile leader Peter Green. Il brano guida la parte finale del film di Walken. Da antologia la sua danza notturna (nel New Mexico) al suono di un vecchio stereo portatile sul boogie blues dei Mac. Piccoli appunti che riempiono il cuore. Unione felice, sempre, quella tra grandi interpreti: d'incanto una prova d'attore toccante che si fonde con una prova di musicisti impeccabili. Ecco che allora Un buon film si trasforma in un grande film. Ed un buon disco in un grande disco. Lasciatevi andare.
Vostro "Dig" Sensei
(pubblicato per gentile concessione di Nerds Attack!)
Articolo del
11/03/2006 -
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