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Visto il successo che sta ottenendo nella sua tournee americana per lanciare il suo nuovo album 'Youth', uscito il 7 marzo, la cosa piu' difficile, per Matisyahu, e' evitare di toccare le sue fan mentre firma gli autografi. Matisyahu, 26 anni, e' un ebreo assidico, una setta integralista apparsa nella Polonia del Settecento e molto presente a New York, ed e' una delle stelle emergenti del rock americano, anzi del reggae, i ritmi indiavolati della Giamaica, corretto con una dose di hip hop. Le vendite di Youth stanno andando benissimo e il cd che l'ha lanciato, 'Live at Stubbs' -la registrazione di un suo concerto in un bar ad Austin, in Texas- e' stabile intorno al trentesimo posto della hit parade di Billboard, con oltre 500mila copie vendute. La canzone 'King without a Crown' e' finita in testa alla classifica del rock contemporaneo, conquistando i giovani dei licei e delle universita'. Dopo una parentesi hippie (e tanta droga, si dice), Matthew Miller e' diventato ebreo osservante, e ai suoi concerti (non di venerdi' sera a causa del Sabbath) sale sul palcoscenico vestito da assidico: barba incolta, cappello a larghe falde e lungo cappotto nero, il tradizionale bekeshe. Matisyahu e' decisamente un personaggio atipico, ma come sottolinea la stampa specializzata americana, le parole delle sue canzoni (come 'Fuoco del Cielo, Altare della Terra' il titolo di uno dei pezzi di 'Youth') sono altrettanto religiose dei classici del reggae. Spesso canta in inglese, ma non di rado in yiddish o in ebraico. La piu' famosa delle star giamaicane, Bob Marley, come molti suoi compari era un seguace del movimento religioso Rastafarian, e lo esprimeva nelle sue canzoni. Lo stesso Matisyahu - cioe' Mattatia, che con Giuda Maccabeo riusci' a riconquistare il tempio di Gerusalemme, come ricorda la festa di Hannucah - lo riconosce volentieri, spiegando di essere convinto che ''l'attaccamento dimostrato da Marley alle sue convinzioni religiose e' una delle ragioni che mi hanno attirato verso di lui e la sua musica''. Il cantante, che vive a Crown Heights, un quartiere di Brooklyn dove c'e' una grossa comunita' assidica (quella dei Lubavic), con moglie e figlio, pensa che sua carriera resti in conformita' con le sue convinzioni religiose e spera con la sua musica (ed il suo successo) di contribuire alla pace tra arabi ed israeliani. Rispetto alle altre rock star, spesso eccessive, spiega Matisyahu, ''il mio stile di vita e' differente, ma credo che dal punto di vista filosofico le regole assidiche non sono vincolanti: prego tre volte al giorno, mangio kosher, non prendo stupefacenti e non vado con le donne dopo lo spettacolo''. Matthew Miller e' nato a West Chester, in Pennsylvania, ma ha vissuto soprattutto a New York (con una parentesi nell'Oregon), iniziando la sua (giovane) carriera rock affascinato dal movimento hippie e dal gruppo rock dei 'Phish'. La conversione e' avvenuta pian piano, con prime esperienze mistiche nel Colorado quando aveva solo 14 anni, e quindi una lunga permanenza in Israele. I suoi concerti all' 'Hammerstein Ballroom' di New York sono stati ampiamente coperti da tutta la stampa americana. Critico il principale quotidiano della Grande Mela, il New York Times, secondo cui Matisyahu non rappresenta assolutamente una novita': meglio ascoltare veri cantanti di reggae come Richie Spice e il suo 'Spice in Your Life', Luciano, con 'Lessons of Life' o anche Sizzla, con 'Da Real Thing'
Articolo del
12/03/2006 -
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