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L'Italia è un paese di mentecatti musicali. Non si spiegherebbero tutti questi orripilanti avvenimenti. Vengo al dunque. Punto A: La classifica della rinomata hit parade. Nelle prime 10 posizioni dei dischi più venduti (o sarebbe meglio dire prenotati?) spicca al primo posto un emerito rincoglionito a denominazione d'origine controllata: David Gilmour. Vorrei vederli in faccia gli acquirenti di questo obeso miliardario. Vederli mentre sadicamente tirano fuori una banconota da venti euro più spicci, tronfi e gongolanti del loro merdoso acquisto geriatrico. Come loro, vorrei sbirciare ed applaudire anche quelli che decretano le altre posizioni. Grazie al cazzo della Nannini, che conferma la regola italiota sulla ballata d'amore, se non la fai non hai successo. Ecco i Nomadi. Brutti, sciatti e longevi. Inutile sprecare altri aggettivi. Quindi De Gregori, da tempo sdoganato in TV, visto che il Dio denaro fa gola a tutti e la coerenza, dopo i primi rivoluzionari anni, va a farsi fottere direttamente sul conto corrente bancario. Cosa che avrà pensato anche Riccardo Cocciante. Ma i francesi sono più furbi di noi. E se sgarri buttano la chiave della galera nella Senna. In classifica c'è anche il mentecatto numero 1: Povia. Sul Corriere della Sera Magazine della scorsa settimana, ecco che a pagina 116 nella consueta rubrica Identikit, sotto la serie di domande secche a cadere è proprio il meritatissimo vincitore del festival della canzone italiana (meritato perchè è in perfetto rapporto rispetto a quello che siamo). A voi le conclusioni su questo ridicolo autore. Il primo concerto al quale è stato [Luca Carboni all'Isola d'Elba nel 1989]. Il disco che gli ha cambiato la vita ["Assolo" di Claudio Baglioni]. La più bella canzone d'amore ["Please Forgive Me" di Bryan Adams]. La band con il nome più bello [Pooh]. Ora due sono le cose: o cadiamo in trance da ridarella o in depressione con propensione al suicidio. Il nome più bello. Ecco allora il Punto B: I 40 anni di quelli col nome più bello. Un testa a testa con i Rolling Stones che probabilmente terminerà in una camera mortuaria, con un becchino in alta uniforme a decretare il vincitore. Il quartetto incartapecorito ha raggiunto livelli di tristezza pari solo ad un film di Spielberg. Ma c'è ancora qualche seguace della setta dei mentecatti che pensa che siano formidabili musicisti che possono essere solo stimati ed invidiati. Evidentemente costoro annullano volutamente 50 anni di storia della musica. Imbottiti di merda e tramortiti da network radiofonici tutti uguali uno all'altro, da reti musicali per under 13, da festival e trasmissioni dove a vincere è il playback, da tribute e cover band nonchè da un'educazione musicale costruita solo sull'amore vesro la dimostrazione tecnica. Non si spiegherebbero commenti del tipo: "eh si però Britti è un chitarrista da paura, eh si però i Pooh suonano da Dio, eh si sono scemi ma Elio e Le Storie Tese sono dei fenomeni, eh si però i Deep PARPOL ancora spaccano, eh si Vasco è sempre Vasco, eh si mio nonno aveva 14 palle e faceva il flipper di professione. Tutto triste. Tutto patetico. E adesso? Adesso sarà il momento di leggere il Punto C: Perchè a breve usciranno i nuovi lavori di Tool, Muse, Radiohead, Pearl Jam..., tutte formazioni iper rispettate dal popolo musicale. Di estrazione molto spesso metallico borchiata. Che, trainato dalle nostre radio locali così attente, professionali e assolutamente poco avvezze al pecoreccio, verrà infoiato e caricato a mille. Vedrete che i nuovi album di quelli là (con tutto il rispetto che si deve a loro, tranne a quei poveracci dei Muse) saranno nella Top Five di fine anno di ogni mentecatto che si rispetti. Lo avevamo già detto che la MUSICA è tutta un'altra cosa?
Vostro "Gino Benito" Sensei
(pubblicato per gentile concessione di Nerds Attack!)
Articolo del
22/03/2006 -
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