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Nikki Sudden
Addio a Nikki Sudden, leader dei Swell Maps e dei Jacobites
27/03/2006
di
Emanuele Tamagnini
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La notizia è arrivata come un fulmine nel cielo sereno d'estate. Dolorosa. Incolmabile. NIKKI SUDDEN è morto la scorsa domenica dopo un concerto tenuto alla Knitting Factory di New York. Non si conoscono ancora le cause della morte. Sudden aveva terminato un altro album solista - "The Truth Doesn't Matter" - e aveva schedulato uno show londinese (domani) con i Jacobites. Il suo compagno nel progetto Dave Kusworth ha dichiarato che suoneranno in sua memoria. Nikki Sudden (visto un paio di anni fa al Circolo degli Artisti) aveva formato i seminali Swell Maps nel 1972 con il fratello Epic Soundtracks (Kevin Paul Godfrey) in quel di Solihull nelle Midlands. Fautori del DIY rilasciano un epico 45 giri "Read About Seymour" agli inizi del 1978 sulla loro Rather. John Peel è entusiasta di quel proto noise che influenzerà dichiaratamente i Sonic Youth e favorisce il loro lancio. Il debutto "A Trip To Marineville" è un concertrato di rumore, kraut rock (Faust, Can), sperimentazione e punk rock alla Fall. Sul finire degli anni '80 il gruppo però si scioglie dopo il secondo lavoro "Jane From Occupied Europe". Nikki Sudden intraprende una prolifica carriera solista ed in seno ai Jacobites che nel 1998 dedicano "God Save Us Poor Sinners" ad Epic Soundtracks morto (forse suicida) il 22 novembre dell'anno prima. La Secretly Canadian, etichetta attuale di Sudden, ha così commentato la triste notizia: "It was a great honor to work with such a legendary figure, and his warmth and generosity of spirit will not be forgotten. He was a good man in endless pursuit of his artistic dreams. We extend our deepest sympathies to his friends and family". Avevo avuto il piacere e l'orgoglio qualche anno fa di intervistarlo. Disponibilissimo (quante foto mi mandò!), raggiante del suo progetto di allora, la stesura di un libro di novelle, sempre pronto al sorriso esattamente come due anni fa. Quell'intervista non fu mai pubblicata (meglio il power metal teutonico di quel tempo) ma una story venne edita dalla fanzine Andromeda. Quella retrospettiva la concludevo così (era l'aprile 1998): "Nikki continua nella sua professione di menestrello dall'anima profonda. L'ultimo poeta romantico alle porte del 21° secolo" Nel cuore per sempre. Addio caro Nikki.
(pubblicato per gentile concessione di Nerds Attack!)
Articolo del
27/03/2006 -
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