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The Raconteurs
In uscita il 15 maggio l'album dei Raconteurs di Jack White, ultimo capitolo del garage di Detroit
5/04/2006
di
Emanuele Tamagnini
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La storia del sound di Detroit fa parte ormai della storia della musica moderna. Basterebbe leggere una qualsiasi guida sul Garage Rock (ovverosia l'unica edita in Italia!) per rendersi conto di quale chiarissima orma abbia lasciato quel sound. Sul finire degli anni '90 quel nome e quel suono ha ripreso a battere forte. Grazie anche a gruppi come Gories e la loro successiva e parallela incarnazione Dirtbombs. La musica non è una gara. Ecco perchè Jack White è consapevole del fatto che prima dei suoi geniali White Stripes quei loschi figuri già agitavano culi, tette e testosterone. Senza però finire in prima pagina. Il nostro caro Jackie ha comunque avuto il grandissimo merito di farsi pioniere e al tempo stesso crearsi un personaggio trendyssimo, poggiando e rigettando il suo amore verso il passato con l'aiuto della goffa compagna Meg. White inizia come batterista nei Goober & The Peas con il nome di Jack "Doc" Gillis. Quando quel gruppo si scioglie segue il leader Dan John Miller nel progetto Two-Star Tabernacle presto raggiunto anche dalla moglie di Miller Tracee (i due oggi sono conosciuti come Blanche in un quintetto dedito ad un pregevole indie country folk racchiuso nell'unico album "If We Can't Trust The Doctors" del 2004) e da Damian Lang dei Detroit Cobras. In questo periodo nascono molte canzoni che troveranno spazio nei repertori delle due future coppie. Ad esempio la milleriana "Who's To Say?" finirà nel debutto dei Blanche e coverizzata dai White Stripes nella b-side di "I Just Don't Know What To Do With Myself". Per chi volesse cercare il difficoltoso 7" "Ramblin Man", ricordiamo che è uscito nel 1998 come White Stripes/Two-Star Tabernacle per la Blood Shot Records e Jack White suona il piano, il dobro e canticchia qualche backing vocals. Miller e White si ritroveranno recentemente attorno a Loretta Lynn: il primo suona ed il secondo produce sull'ultimo album. Evidentemente l'amore per il garage rock ruvido e senza compromessi è troppo forte. Così il neo sposo Jack White decide di fare un fischio ai suoi amici Greenhornes, Jack Lawrence (basso) e Patrick Keeler (batteria), sempre accanto all'amico Brendan Benson. Nascono i Raconteurs che iniziano a registrare negli studi East Grand dello stesso Benson. Il singolo "Steady, As She Goes", vigorosa e trascinante, è un sorso d'aperitivo fresco in attesa del pasto completo "Broken Boy Soldiers" fuori il 15 maggio per la XL.
Discografia:
[GOOBER & THE PEAS] "The Complete Works Of Goober & The Peas" (1990-7") (1992 - full lenght) "A Christmas Eve Get Together With Goober & The Peas" (1992 - singolo) "The Jet-Age Genius Of Goober & The Peas" (1995)
[TWO-STAR TABERNACLE] "Ramblin Man" (1998 - 7")
[BLANCHE] "If We Can't Trust The Doctors" (2004)
[The WHITE STRIPES] "The White Stripes" (1999) "De Stijl" (2000) "White Blood Cells" (2001) "Elephant" (2003) "Get Behind Me Satan" (2005)
[The GREENHORNES] "Gun For You" (1999) "The Greenhornes" (2001) "Dual Mono" (2002) "East Grand Blues" (2005 - Ep) "Sewed Soles" (2005)
[The RACONTEURS] "Broken Boy Soldiers" (2006) Track List: 1. Steady, As She Goes 2. Hands 3. Broken Boy Soldier 4. Intimate Secretary 5. Together 6. Level 7. Store Bought Bones 8. Yellow Sun 9. Call It A Day 10. Blue Veins
(pubblicato per gentile concessione di Nerds Attack!)
Articolo del
05/04/2006 -
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