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Il 3 luglio prossimo ricorrerà il 35° anniversario della scomparsa di Jim Morrison, avvenuta nel 1971 a Parigi, in circostanze ancora troppo nebulose. Il più grande mito musicale della nostra era, oggi, avrebbe avuto quasi 63 anni. Ve lo immaginate? Riuscite a farlo? Impresa impossibile. Zarathustra immerso nell'inchiostro nero, un Dioniso venuto fuori dalla spuma del mare di Venice Beach, il Re Lucertola, l'incantatore di folle, lo sciamano psichedelico, il poeta, l'artista, Mr. Mojo Risin. Non è possibile accostare a queste immagini auree quelle di adipe, doppio mento, chierica, zoppìa, voce afona. I miti debbono restare miti. I miti sono figli del sacrificio della vita stessa. Jim Morrison ha segnato la mia adolescenza. La sua figura. Il carisma. Il magnetismo. I suoi scritti. Il suo corpo. Prima ancora della musica dei Doors così immortale, liquida, teatrale, brechtiana, maledetta, unica. La stanza della gioventù è totalmente affrescata con un murales che riprende quello che fu realizzato sul muro esterno di un palazzetto in Messico. Occhi tormentati e vitali, coperti in parte dai lunghi capelli tagliati alla Alessandro Magno. Libri, discografia completa, video, dvd, box e cofanetti celebrativi. Un corredo maniacale ed una devozione immensa. Jim Morrison voleva solo scrivere poesie. Per questo, ormai logoro, ingrassato, affascinante sempre, aveva deciso di trasferirsi a Parigi. Come un bohemienne, come prima di lui Rimbaud, Baudelaire, Ginsberg, Kerouac. Non fece in tempo a coordinare la sua nuova vita. Stretto tra le braccia dell'inseparabile musa Pamela, due volti bambini cresciuti troppo in fretta, tra discese all'inferno e risalite estatiche. Nel 1969 Morrison impazzì di rabbia perchè i suoi tre pards avevano dato via libera alla Buick per utilizzare "Light My Fire" in uno spot. Aveva ancora ben chiaro nel cuore cosa significava aver dato vita ai Doors. Sapeva l'esatto significato della parola "svendersi". Il suo apice lo raggiunse dal vivo. Quando era libero di danzare tra le porte aperte della percezione. Jim Morrison dopo la sua morte libero non lo è più stato. Compresso e confezionato in centinaia di prodotti speculativi e commerciali. Il picco più basso viene toccato nel 1991, quando un ottimo director come Oliver Stone, realizza il film. Un'allegoria riuscità a metà che non rende giustizia all'arte di Morrison e dei suoi Doors. Il picco più alto le sequenze iniziali di Apocalypse Now. Dove tutto diventa leggenda. Dal Colonnello Walter Kurtz alla follia collettiva pervasa nella celluloide di uno dei più grandi lungometraggi di ogni epoca. Ecco Jim Morrison è leggenda. Ogni più piccola cosa che lo riguarda è leggenda. Per celebrarla la Rhino Records darà presto il via ad un'ennesima celebrazione in occasione dei 40 anni dei Doors. Che non si meriterebbero perchè i Doors sono finiti il 3 luglio 1971. Quando il loro condottiero veniva chiuso in una bara parigina. Oggi Jim avrebbe 63 anni. Ma non sarebbe lui. La strada dell'eccesso conduce al palazzo della saggezza.
Vostro "people are strange" Sensei
(pubblicato per gentile concessione di Nerds Attack!)
Articolo del
08/04/2006 -
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