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Frank Zappa
"Zappa Plays Zappa", a fine mese finalmente in Italia
15/05/2006
di
Morrisensei <
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Conoscete bene ormai il pensiero del Sensei riguardo le reunion, i tributi, gli omaggi postumi, i live dall'arena dell'ospizio, quell'orgogliosa volontà di fermare il tempo a tutti i costi e amenità del genere. Ma c'è una piccola grande eccezione. Si tratta dell'operazione Zappa Plays Zappa che a fine mese arriva finalmente in Italia (27 Milano - 28 Roma) dopo un recente rinvio che aveva scompigliato i programmi dei fan della prima ora. Uno show atipico. Non tanto per il personaggio protagonista della celebrazione - un inarrivabile genio dalle mille e una sfaccettature - quanto per i promotori e gli "artefici" di tale avvenimento: i figli Dweezil e Ahmet. Da alcune parti si sono levate critiche su questo show itinerante che hanno puntato il dito sulla sacralità e quindi intoccabilità del repertorio zappiano quanto sull'elevato costo del biglietto. Tutto legittimo ma chi meglio degli eredi poteva rappresentare on stage un ricordo così minuzioso di Frank Zappa? Per Dweezil è certamente un'occasione ghiotta per promuovere il suono nuovo album "Automatic", che arriva dopo quasi una decade di silenzio discografico solista, anche se il ragazzo è rimasto attivo prendendosi cura di numerose soundtrack e arrivando ad una nomination ai Grammy per il lavoro svolto al fianco di sua grandiosità Herbie Hancock per il brano classico "Wipe Out" incluso nel film "The Back Of The Beach". Ma c'è di più perchè i musicisti che hanno aderito alla macchina messa in moto dalla Zappa Family Trust, che cura da anni l'impressionante eredità musicale lasciata dal leggendario artista di Baltimora, sono giovani promesse come Steve Vai, Terry Bozzio e il fido sideman Napoleon Murphy Brock stimato vocalist, flautista e sassofonista. Il cuore della band degli Zappa vedrà anche esibirsi Joe Travers, Pete Griffin, Aaron Arntz, Scheila Gonzales, Billy Hulting e Jamie Kime. Un parterre di straordinari interpreti che hanno, in un modo o nell'altro, assorbito la vitalità, la voglia di stupire e gli insegnamenti fondamentali del loro pigmalione che a tredici anni dalla scomparsa non smette di irradiare un'accecante luce rivelatrice. Evitate commenti e chiacchiere della serva, smettetela di fare i conti in tasca ai musicisti, di fare le divisioni su quanto costi a minuto il concerto e peggio ancora finitela con quell'atteggiamento da vecchi rincoglioniti che hanno racchiuso la discografia di Zappa in un forziere laminato d'oro. Il progetto/ogetto programmatico del grande Frank si basava proprio sul proselitismo. Ecco perchè a LUI sarebbe piaciuto tantissimo essere su quel palco al fianco degli amati figli, dei suoi musicisti alieni, di qualche friKKettone, di uno spicchio di luna. A scrivere l'ennesima leggenda di una storia infinita.
Vostro "Uncle Meat" Sensei
(pubblicato per gentile concessione di Nerds Attack!)
Articolo del
15/05/2006 -
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