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“Verrà dimenticato presto, nel magma indistinto degli aspiranti miti del rock”. Una frase profetica, pronunciata in un ristorante da un noto giornalista, di fronte all’ipotesi di una prossima beatificazione di uno dei dannati più dannati della storia recente della musica. Da quella cena di una decina di anni fa, su Kurt Cobain se ne sono sentite tante, fiumi di indiscrezioni e ripetute analisi del perché di una fine così annunciata. Mai suicidio fu più atteso e preannunciato dallo stesso Cobain attraverso le sue ultime composizioni.
Per quello che può valere è comunque Kurt Cobain, leader e chitarrista dei Nirvana, scomparso nel '94 a soli 27 anni, la rockstar più amata dai sudditi di Sua Maestà la Regina. A rivelarlo un sondaggio lanciato dal magazine inglese New Musical Express, nel quale il rocker si posiziona la primo posto davanti a Pete Doherty e Morrissey.
E’ una ulteriore celebrazione del rito iconoclastico tipico della tradizione religiosa del rock’n’roll: ti suicidi, ti riduci nel modo peggiore in cui si può ridurre un essere umano, fai il contrario del contrario…..sei un mito. "C'era qualcosa di innocente ed infantile in Kurt", racconta un ex giornalista del NME Magazine, ricordando il suo primo incontro con l'artista, "il modo in cui si ritirava in se stesso lo rendeva un attento e terrificante osservatore degli altri".
Inquietante, e sintomatico, il secondo posto di Pete Doherty, ex Libertines, chiacchierato frontman dei Babyshambles, noto più per il suo andirivieni dalle carceri e la sua relazione con Kate Moss, che per le sue canzoni.
Medaglia di bronzo per il più pacato Morrissey, ex cantante del gruppo storico degli Smith e solista dall''88. Nella classifica seguono poi a ruota Liam Gallagher (Oasis), Carl Barat (Libertines), Thom Yorke (Radiohead), Noel Gallagher (Oasis), David Bowie, Ian Brown (Stone Roses) e Ian Curtis (Joy division/New Order).
Articolo del
16/05/2006 -
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