|
Grandi tele che grondano colore, immagini spiazzanti e gotiche avvolte da un 'dripping' assai poco informale, che segue il ritmo scarnificato dei Ramones, la mitica band degli anni '70. E' alla loro musica ridotta all'essenziale, che Pablo Echaurren dedica una mostra allestita da oggi al 30 luglio all'Auditorium di Roma con le sue opere piu' recenti, a confermare una volta di piu', la consonanza linguistica con il gruppo punk-rock. Cinquantacinquenne, figlio d'arte (del grande Sebastian Matta, l'ultimo dei surrealisti, che a Roma movimento' la scena artistica e culturale nell'immediato dopoguerra), Echaurren presenzia la conferenza stampa con in mano una mazza da baseball, simbolo della band che incise il primo disco proprio nel 1976. ''Colpisci un rompiscatole con una mazza da baseball'', dice l'artista citando i Ramones, ma senza dimenticare il maestro zen che usava un identico espediente per riportare all'attenzione il discepolo distratto. Cosi' sono le tele di Echaurren, che vibrano musica e segno in uno stesso linguaggio, pop solo in apparenza e invece decisamente gotico nelle premesse e negli effetti, soprattutto di alcuni lavori. Le tele selezionate per la mostra propongono solo in parte quelle che hanno i Ramones come soggetto ispiratore. Echaurren li ritrae quasi santificati, con l'aureola, e allo stesso modo le chitarre riprodotte all'infinito sprigionano, circondate da linee vibranti di giallo, l'energia di quella musica nevrotica, quasi elementare. ''Negli anni '70 hanno dimostrato che si poteva cominciare a fare musica senza saper suonare - dice l'artista - e oggi uno stesso discorso vale per l'arte. Chi esce dalle accademie non possiede alcuna perizia tecnica''. Non smette mai di ascoltare i vecchi dischi, quel ritmo lo accompagna nel lavoro e nella vita, che e' poi la stessa cosa. Ogni momento e' buono per avere l'idea di un'immagine, che poi sulla tela si imbriglia nello sgocciolamento di colore, una sorta di esorcismo da una realta' angosciante cui nessuno puo' sfuggire. ''Nelle mie opere c'e' sempre una riflessione sulla morte - conclude Echaurren - perche', se i Ramones, come dicevano loro, appartenevano a una generazione 'troppo tosta per morire', in realta' ne e' sopravvissuto uno solo. E io ho capito che nella vita ci si scontra spesso con quello che non si puo' controllare''
Articolo del
24/05/2006 -
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
|