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James Blunt
James, il noioso
31/05/2006
di
Fabrizio Biffi
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James Blunt è uno dei casi discografici del 2005. Il suo successo, partorito grazie ad un fortunato spot pubblicitario di una mega-multinazionale, ha spiazzato la critica perché Blunt è un cantautore un po’ remissivo, a tratti antipatico e anche un filo fuori dal tempo. Insomma, nessuno avrebbe scommesso un euro sull’ascesa di un aspirante Bob Dylan alle vette delle classifiche europee. Adesso Blunt, dopo aver ricevuto insulti irriverenti da varie eminenze del rock inglese (in primis Weller che si è rifiutato categoricamente di suonarci insieme ai Brit Awards), deve rispondere dell’accusa di inflazionare l’etere con le sue pallosissime hit che da alcuni mesi imperversano ad ogni ora del giorno. Un paradosso che ha portato lo stesso Blunt, mentre riceveva gli Ivor per il brano “You´re Beautiful” Most Performed Work e International Hit Of The Year , a scusarsi con il pubblico per gli eccessivi passaggi radiofonici della canzone. Addirittura, un'emittente radiofonica britannica, Essex FM, ha deciso di bandire dalle propria playlist le canzoni del cantautore di "Beautiful". "Non abbiamo niente contro di lui", ha detto Chris Cotton, direttore della radio, "Ma ci sono certi artisti che vengono spinti troppo nell'industria discografica inglese e noi abbiamo deciso di andare in controtendenza". Tutto questo accade proprio in concomitanza con un nuovo exploit dell’artista inglese che ha conquistato la vetta della single chart Americana proprio con "You´re Beautiful", a dieci anni dall’ultimo successo di “Candle In The Wind” firmato Elton John.
Articolo del
31/05/2006 -
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