|
BENVENUTO SU EXTRA! MUSIC MAGAZINE - La prima rivista musicale on line, articoli, recensioni, programmazione, musicale, eventi, rock, jazz, musica live
|
|
|
|
|
|
Pete Townshend
A 61 anni Pete Townshend giura di essere più tosto dei White Stripes
1/06/2006
di
Morrisensei <
|
|
Peter Dennis Blandford Townshend ha da qualche giorno compiuto 61 anni. 61 come l'anno di costituzione dei Detours che di lì a qualche anno avrebbero cambiato nel più memorizzabile The Who. Per chi scrive, la più fantasmagorica formazione rock di tutti i tempi. Pete da Chiswick riceve la sua prima chitarra a 12 anni regalatagli dalla nonna materna. Poi il banjo e già nel 1959 insieme a John Entwistle si esibisce in numerose formazioni locali che eseguono country rock puramente western e dixieland. All'Ealing Art College si appassiona a numerose forme d'arte. Viene attratto dagli scritti dell'austriaco Gustav Metzke che vertono sull'autodistruzione. Poi la storia conosciuta. Con l'entrata del più grande batterista all time - Keith Moon - entrano nella leggenda contemporanea come The Who nel 1964. Questo cappello celebrativo era doveroso. Ma serve soprattutto per introdurre alcuni temi. Al magazine Relix il buon vecchio Pete è stato solleticato riguardo i White Stripes ed ha risposto da par suo dimostrando scarso amore ed interesse verso il duo di Detroit: "I could probably outdo The White Stripes with a guitar and a fucking drum machine". Amiamo quest'uomo anche per la frontale schiettezza che dimostra in ogni occasione. Del resto è un discorso trito e ritrito che in questa sede abbiamo affrontato centinaia di volte. Possiamo comparare i pur bravi ed intelligenti White Stripes con gli Who? La risposta appare scontata. Possiamo biasimare quel commento che arriva da uno dei più influenti musicisti del secolo? Altrettano scontata anche questa risposta. Ripetiamo un concetto già espresso. Cosa spinge ultra sessantenni (come Pete appunto) a continuare a fare musica (inedita) e a presentarsi live anche quando non c'è più la possibilità concreta (abbandoni o decessi) di poter ricreare una certa atmosfera a dir poco magica? Il potere. La voglia di dire ancora la propria. La forza e l'orgoglio di voler dimostrare che Pete Townshend a 61 anni spacca ancora il culo ad un Jack White qualsiasi. Crediamo possa essere questo il motivo che va oltre le solite motivazioni buoniste che spesso si trovano in queste occasioni. Si tirano in ballo la passione, l'amore per la musica, i soldi... ma si dimentica la grandezza di codesti personaggi. Ecco, se si riuscisse a focalizzare la grandezza artistica, se si riuscisse a comprendere l'importanza, la solennità, la leggenda, l'influenza che gente come Townshend ha sulle spalle... avremmo chiaro il quadro delle risposte. Townshend e Daltrey sono ancora integri. Non rovinati. Per integrità intendiamo un misto tra coerenza (non solo musicale), eleganza, stile. Per rovinato intendiamo nel fisico, nella mente e nella proposta (non solo musicale) altamente stantia, kitsch e ai limiti del ridicolo. Più volte abbiamo stilato Top 5 a riguardo ma i nomi sono sotto gli occhi di tutti. In conclusione, siamo fermamente convinti sempre più, che anche un datato Roger Daltrey (classe '44), possa appendere per i coglioni un Pete Doherty qualsiasi in ogni momento della giornata, che anche un Pete Townshend arrivato, oltre la barriera dei sessanta, possa ancora permettersi di mandare a fare in culo un qualsiasi giovincello abbigliato con scarpette bianche e cravatta nera. E pensare che vi abbiamo risparmiato di parlare di Iggy Pop, Lou Reed e David Bowie... ma ci saranno altre occasioni... non disperate.
Vostro "McVicar" Sensei
(pubblicato per gentile concessione di Nerds Attack!)
Articolo del
02/06/2006 -
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
|
|
|
|
|
|
|
|
|
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
|