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Richard Hell
In fondo siamo sempre tutti un po' punk...
7/06/2006
di
Morrisensei <
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E' una serata come tante. Almeno per un attimo. Quello che basta per aprire un buon libro e accendere la scatola magica. La solita serata senza nulla di commestibile in televisione. Facce da fiction. Le nostre. Tricolori. Sempre i soliti protagonisti: preti, bambini, extracomunitari, disadattati, genitori redenti. Ne abbiamo piene le palle. A pagina 300 circa Iggy Pop decide di ripulirsi, gli Stooges sono finiti, Dave Alexander è morto per una polmonite ma era entrato in ospedale per curarsi una pancreatite. Due oche eccitate starnazzano a Napoli mentre un nano, in mezzo a loro, tenta di urlare per far sentire le sue cazzate da copione. E' iniziato il festival del bar 2006. Le facce da fiction sono diventate migliaia. C'è una novità: si canta dal vivo. E' la fine di un mito. I pesci nell'acquario. In Florida, intanto, Malcolm McLaren assiste alla fine delle New York Dolls. Johnny Thunders e Jerry Nolan sono in astinenza e ne hanno piene le scatole della paludi del sud e di quel buffo manager inglese. Tornano a New York. Le sgallettate impossessate dal fremito continuano lo show. Come per incanto appare Ligabove fresco di dichiarazione pro-20 euro per i Cd. La sua intelligenza è pari alla sua capacità vocale e musicale. Zero. Esegue quel pezzo sulle donne. Testo infantile e crepuscolare (infatti non si capisce un cazzo) ma la voce è così bassa e stonata che sembra di sentire una cornacchia ormai prossima alla morte sotto una ruota di un tir... un vero truck of the year! A 40 anni suonati eccolo lì con quei riffettini alla U2 sorridere di maniera a Salvetti jr. Thunders e Nolan chiamano Richard Hell (appena buttato fuori per incapacità dai Television) per formare gli Heartbreakers. McLaren riparte per Londra con in testa la figura affascinante di Hell che non era però riuscito ad incontrare prima. Le oche giulive cercano di essere naturali anche quando la loro dizione farebbe impallidire l'italiano di un samoano di cinque anni di età. Cesare Cremonini fa pena. Fisicamente inguardabile. Riesce ancora ad avere la voglia di fare quelle mossette del suo idolo Mercury. La fanzine "Punk" è ormai nata e la prima intervista viene fatta in quella latrina del CBGB's a Lou Reed al tavolo col suo amato travestito Rachel mentre sul palco eruttano i neonati Ramones. Due piccioni con una fava. Stessa immagine che viene perpetrata sul palco partenopeo. E' il momento dei figli di papà. Gli Zero Assoluto fanno cagare ma non era un novità. Povera Italia. I Ramones con seicento dollari realizzano il primo disco. A New York arrivano i Dead Boys. Si scoprirà più avanti che nella cucina del CBGB amavano masturbarsi sul chili che veniva poi servito nel locale. Una groupie dell'epoca, avendo scoperto l'arcano sul perchè di quel saporaccio, disse anni dopo: "chi se ne importa... ho avuto di peggio in bocca!". Deve averlo pensato anche la Consoli. Il suo nuovo look è ridicolo se paragonato a quello amazzone delle galline festanti. E' venuta a fare la cantautrice folk-impegnata davanti ad una piazza di ragazzine urlanti. Non si capisce cosa stia farfugliando. Che tristezza. Come le compilazioni che gli vengono regalate alla fine dell'esibizione. Quando la marchetta è tutto. Era di moda a quei tempi sui marciapiedi di New York. Si prostituivano in parecchi. Il poeta Jim Carroll... Richard Lloyd... ed una volta videro anche Dee Dee Ramone all'incrocio tra la cinquantaquattresima e la terza. Lì battevano i ragazzi. Li scorreva il popper. Da lì partì l'ispirazione per la tagliente "53rd & 3rd" dei Ramones. Fa specie vedere l'impegno sotto forma di Ivano Fossati e Samuele Bersani trasformarsi in una necessità di vita. Il pane è uguale per tutti. Nel frattempo Iggy e David Bowie volano a Berlino. Le drag queen saranno tutte loro. La storia sarà loro. Nascerà "The Idiot". Ma ci accorgiamo che dall'altra parte ce ne sono davvero tanti in bella mostra. Una volta William Borroughs disse: "Ho sempre pensato che un punk fosse uno che lo prendeva in culo". In fondo siamo sempre tutti un po' punk.
Vostro "Svengali" Sensei
(pubblicato per gentile concessione di Nerds Attack!)
Articolo del
07/06/2006 -
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