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Un cowboy, un capo indiano, un operaio edile, un poliziotto, un soldato e un motociclista: sì, sono proprio loro, i Village People. Gruppo cult anni '70, cantanti e ballerini scatenati, dichiaratamente gay, i sei ex-ragazzi di "Ymca" tornano in Italia. Scalpore fece la loro performance all'ormai lontano Festival di Sanremo del 1982. Dopo un concerto la scorsa estate a Viareggio, la band è tornata a suonare in Italia, a Milano, al Cheval Cafè, per l'unica data italiana. “Da allora è cambiata solo una cosa: siamo più vecchi” - ha detto Alex Briley, il 'poliziotto' - Ma la voglia di divertirsi, cantare e ballare è rimasta la stessa. In fondo siamo stati la prima vera boy band". Il nome del gruppo e' ispirato al Greenwich Village, ritrovo gay di New York. Non per niente, il gruppo diventò ben presto un'icona della comunità omosessuale. "Ma il nostro pubblico è molto variegato - sottolinea Jeff Olsen, il cow-boy - Ai nostri concerti vengono bambini, nonne, teenager. Questo significa che la disco music non finirà mai, perchè fa divertire le persone".
"YMCA", "Macho Man", "Go West", "In the Navy", "Can't stop the music" sono solo alcune delle hit su cui ancora oggi si balla nelle discoteche di tutto il mondo. La carriera dei Village People, nonostante alcuni cambi rispetto alla formazione originaria, è lunga 29 anni, durante i quali hanno venduto 75 milioni di dischi. In realtà la loro ultima hit è datata 1994: 'Far Away in America' era la canzone che accompagnò la nazionale tedesca ai mondiali americani. Da allora non hanno inciso più nulla, anche se hanno inondato i mercati mondiali con una serie impressionante di "Greatest Hits". "Ma registreremo un paio di pezzi a breve", promettono.
Intanto continuano ad esibirsi in giro per il mondo: il loro tour terminerà il 19 agosto a Los Angeles, ma sono previste date anche a Malaga, Boston, Manila.
Articolo del
08/06/2006 -
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