|
C'e' un po' di Italia in 'Black Holes and revelations', il nuovo album dei britannici Muse, che lo hanno presentato in anteprima, dal vivo, ieri sera a Milano, dove ne hanno anche registrato una parte, alle Officine Meccaniche di Mauro Pagani. ''Pagani - racconta il frontman Matthew Bellamy - mi ha aperto la mente facendomi ascoltare cose nuove, dalla musica napoletana al folk, ma anche ritmi mediorientali''.
Con l'Italia, in particolare, il leader del gruppo ha un rapporto molto particolare: vive sulle rive del lago di Como, insieme alla fidanzata italiana, conosciuta a Londra. ''Lei fa la dottoressa, studiava a Londra e quando ha terminato - racconta il minuto 29enne - dovevo decidere se seguirla o meno, ora sto provando a vivere qui''. Nonostante sia in Italia da un po', Bellamy ancora non parla italiano: ''e' colpa della mia ragazza, lei - scherza - parla troppo bene l'inglese e mi traduce tutto, dovrei restare un po' piu' da solo tra italiani''.
Nel Belpaese e, pare di capire, con la fidanzata medico, Bellamy vuole passare piu' tempo possibile, tanto che qui lo ha raggiunto il resto della band per preparare il live di ieri sera, con cui i Muse sono tornati sul palco dopo oltre un anno di assenza dalle scene. ''Per la prima volta, per questo disco, ci siamo presi una lunga pausa - racconta il band leader - quelli precedenti li avevamo sempre composti tra tour e altri impegni, invece questa volta volevamo proprio staccare, tornare a come eravamo a 16 anni, quando suonavamo solo per divertirci''.
Rispetto ad allora, con 3 milioni e mezzo di copie vendute con soli tre album, 'Showbiz' del'99, 'Origin Of Symmetry' del 2001 e 'Absolution' nel 2003, i Muse hanno potuto fare le cose in grande, registrando a Parigi, New York e Milano, lasciandosi affascinare e contagiare dalle atmosfere delle diverse citta', mutuando i grooves americani, assorbendo il prog in un castello francese, scompaginando le carte con Pagani.
Il risultato, spiega Dominic Howard, ''e' un mix chiaroscuro di stili assolutamente voluto, per esplorare le diverse facce della band''. Anche dal punto di vista dei testi, si passa dalle 'Revelations', intese come piccole verita', esperienze,personali e quotidiane, ai 'Black Holes', ''che nascono - spiega Bellamy - da un'area sconosciuta della mia immaginazione''. 'Take a bow', per esempio, ''parla di un tempo in cui la gente non sara' piu' capace di comprare nulla o addirittura di esistere senza un numero'', mentre la teoria che la Terra e' in realta' una sfera in espansione risucchiata verso il gigantesco buco nero al centro dell'universo permea 'Supermassive Black Hole'.
C'e' la paura che la nostra civilta' faccia la fine dell'Impero Romano in 'Knights Of Cydonia', il brano surf-prog che chiude l'album, mentre la perdita della speranza a causa delle guerre e' racchiusa nel cuore dell'album, le centrali 'Soldiers' Poem' e 'Invincible'. Apocalittica e paranoica 'Exo-Politics' che ''parla della possibilita' di un'invasione aliena orchestrata e creata dal New World Order - spiega Matt - Ci sono delle persone che pensano che nei prossimi dieci anni ci sara' un'invasione aliena organizzata, secondo me non ci sara' un'invasione ma vedremo degli alieni''. ''Ci sono in giro davvero delle cose buffe che - nota - se le metti tutte insieme, aumentano la sensazione che qualcosa di grosso succedera' nei prossimi dieci anni. Puoi pensarci e farti sopraffare dalla paura oppure puoi analizzare la situazione e renderti conto che e' tutto organizzato per tenere a bada la gente''.
In 'Assassin', brano chiave del nuovo album, Bellamy sembra incitare ad una rivoluzione globale, cantando ''Shoot your leaders down/And join forces underground. Destroy demonocracy''. ''Credo che ci stiamo sempre piu' avvicinando a quel momento - ammette Matt - Se consideri quelle proteste in Francia, la portata e il livello della protesta non e' affatto correlata al motivo della protesta stessa. Credo ci sia qualcosa sotto che la gente inizia a percepire, in particolare le generazioni piu' giovani''.
''Ci sentiamo come se fossimo nati in una specie di situazione pre-impostata dove - riflette l'artista, che sara' in tour in Italia con la sua band il prossimo dicembre - non siamo in grado di controllare nulla. So, attraverso questo album di apparire pessimista e frustrato ma allo stesso tempo non sono contrario a mosse rivoluzionarie e non mi vergognerei di aver incitato una piccola rivolta, se fosse - conclude - per una buona causa''
Articolo del
08/06/2006 -
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
|