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Saper invecchiare significa saper trovare un accordo decente tra il tuo volto di vecchio e il tuo cuore e cervello di giovane. E' una frase di Ugo Ojetti che ha tutta la mia simpatia per un solo fatto di vicinanza stradale con la mia antica dimora. Oggi è una strada commerciale a defcon 5. Bancarelle, infradito selvaggio, abbronzatura stile Visitors (quella con il bianco che esce dalla scollatura), puzza di merda e prezzi alti. Il mio sogno di volare con un piccolo piper sganciando flutti di napalm, ricalcando le orme di Mister No che volteggia sopra Manaus, ricorre sempre quasi ogni notte. L'estate è pericolosa. Per gli anziani soprattutto. Problemi respiratori, motori, solitudine, abbandono. Eppure c'è una colonia stanziata nel pianeta Cocoon che sembra non risentire del caldo, dell'afa, della canicola e del fottuto equatore. Gli abitanti hanno un solo hobby: la musica. Una sola meta: l'Italia. Un solo scopo: fracassare il cazzo per l'eternità. Il nostro paese è terra fertile per chiunque. Lo hanno capito in mezzo mondo. Le soap opera, i telefilm giovanilistici made in USA, la musica caraibica, l'AR en B, i gossip reali, i reality, il sudoku, i Pokemon, il Wrestling, i film di Spielberg e i dinosauri musicali. Il nostro caro Ojetti forse non si sarebbe immaginato due cose: 1-che il suo nome sarebbe stato ricordato esclusivamente per una via del cazzo, 2-che la massima sopra citata sarebbe stata applicata al mondo musicale esattamente sessanta anni dopo la sua scomparsa da un qualsiasi scriba tra le pagine di Nerds Attack. Io, sapendolo, mi sarei sparato dopo la prima poppata. Fatto sta che trovare quell'accordo decente è assai improbabile. Perchè il cuore e il cervello (di giovane) sono morti (con il giovane) molti anni prima. Bob Dylan sta per dare ai negozi (e agli autogrill italiani) il 44esimo album. Non c'è verso, però, che riesca a dare le sue vetuste ossa alle onoranze funebri. Vorrei essere presente al momento della prima copia acquistata in Italia del nuovo disco. Vorrei essere lì ad applaudire convinto, mentre tutti gli avventori si fermano sorridendo felici, come la festa che si fa in America al 1000esimo cliente nelle migliori catene di supermercati. Qualche mese fa la stessa voglia mi era scattata con David Gilmour. Un allegro panzone calvo, alle prese con una vecchiaia platinata, che cerca di convincere i suoi detrattori (riuniti ormai in associazioni) che in fondo non è colpa sua se i Pink Floyd del dopo Barrett hanno fatto così schifo. Gli amati Rolling Stones hanno chiuso bottega. Avevano avuto l'occasione propizia per annunciare a tutti: "Ok ragazzi, dopo oltre 40 anni, visto il capitombolo dell'amico Keith, decidiamo che è meglio smettere qui. Dispiace per coloro che hanno comprato i nostri biglietti per vederci dal vivo. Ma manderemo un assegno familiare a casa ad ognungo di voi con un cd in omaggio.". Così avrebbero dovuto dire al mondo. E invece niente. Rattoppano le cervella del barcollante Richards, mandano in clinica disintossicante Ron Wood per la 143esima volta e si rimettono in moto. Gli Eagles sono già passati a Roma. Una delle band più sopravvalutate della storia. Dell'esclusivo club fanno parte anche Santana, Dire Straits ed Eric Clapton. Avrei voluto essere presente anche lì travestito da bigliettaio magico. Avrei abbracciato tutti. Una pacca sulla spalla ed una toccata scaramantica ai coglioni. Non ci sono scuse o giustificazioni. Rimane un mistero doloroso il perchè una persona normale debba spendere quasi 100 euro per assistere all'esibizione di una formazione statica, senza elettricità, vecchia, con la dentiera, raffazzonata per l'occasione e senza un benchè minimo straccio di personalità. Evidentemente adipe chiama adipe. Benzodiazepina chiama benzodiazepina. Mark Knopfler avrebbe dovuto fare la stessa fine di John Lennon. Qualche colpo a bruciapelo come nei migliori film di yakuza. Non avremmo avuto l'adolescenza avanzata scandita da quei quattro puristi, mai pentiti del passato progressive brufoloso, che hanno negli anni esaltato l'opera (?) di questo signorucolo mezzo borghese scozzese dotato di scarso talento. Del resto è uno che ha suonato in un progetto chiamato Neck & Neck, che di secondo nome fa Freuder, che ha un fratello più rincoglionito di lui, che ha fatto parte del reparto geriatrico chiamato Notting Hillbillies e che è sopravvissuto ad un incidente motociclistico tre anni fa. Il che lo accomuna a Bob Dylan con il quale ha infatti suonato più volte. Tutto torna. Sempre. Come torna volentieri in codesto paese anche Roger Waters. Lo preferivo nel suo album di pernacchie e scorregge. Ma evidentemente la flautolenza non paga. Paga di più portarselo in giro a spettacolarizzare il nulla. Vale lo stesso discorso fatto per il ritrovato amico Gilmour. Ma chi cazzo ce li ha imposti i Pink Floyd? Sono una cura contro la cervicale? Contro la sterilità maschile? Saziano la menopausa? Mandano al cesso come le prugne della California? Probabilmente si. I Beach Boys si riformano. Evidentemente la droga nel 2006 ha raggiunto prezzi salatissimi. Bob Geldof arriva per due date. Non conoscendo il suo repertorio speriamo che le due date siano: una dall'avvocato e una a cena con Baglioni. Quel che resta degli Who non molla. Mi vien da piangere. Boicottateli finchè siete in tempo. Un altro pezzo dei Grateful Dead è morto. Ma i seguaci continuano ad accendere cannoni e a comprare i volumi dal vivo. Peccato che Charles Manson sia ancora internato. David Lee Roth ha minacciato che la reunion dei Van Halen appare inevitabile. Si dice che i suoi salti vengano riprodotti al computer e che Edward Van Halen venga riprodotto e basta. Il metallo è in ebollizione. Come un pedicello pieno di pus. Sa di fare schifo ma vuole emergere comunque. Ac/Dc al lavoro. Iron Maiden al lavoro. Ozzy Osbourne al bar. Metallica al lavoro. Scorpions al lavoro. Judas Priest al lavoro. Saxon al lavoro. Motley Crue già da tempo al lavoro. Il peggio del peggio. Il fondo del barile raschiato e trasformato in tamarindo rinfrescante. Ma il pus rimane pus. E il metallo rimane metallo. Come un cuore vecchio comandato da un cervello decrepito. L'ultima apocalisse, però, viene attesa con la riunione delle riunioni. Quella paventata e forse confermata dei Genesis. La parte più odiosa, spocchiosa, pomposa, prolissa del progressive britannico. Che bello sarebbe svegliarsi ed avere un appuntamento per una partita di bowling con i tuoi amici preferiti. Nella mia squadra avrei sicuramente Julian Cope, Iggy Pop, Wayne Kramer, Jim Carroll, John Lydon, Joey Ramone e John "Jesus" Turturro. Bersaglio preferito i birilli a forma umana. Con la faccia di Waters, di Gilmour, di Knopfler, di Dylan, di Halford, di Collins, di Clapton... che bello sarebbe.
Vostro "Sono troppo vecchio per queste stronzate" Sensei
(pubblicato per gentile concessione di Nerds Attack!)
Articolo del
15/06/2006 -
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