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E così, ridendo e scherzando, ci siamo arrivati. Al 64mo compleanno di Paul McCartney, intendo, festeggiato proprio ieri 18 giugno 2006. Per i non edotti potrebbe sembrare un banalissimo compleanno come tutti gli altri; non nuoce quindi rammentare come l'attesa e il senso di stupore per l’arrivo della fatidica data siano legati alla celebre canzone dei Beatles scritta nel 1967 e inclusa nel leggendario LP "Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band", quella dal titolo "When I'm Sixty-Four", "quando avrò sessantaquattro anni", appunto. Era, la suddetta, una canzone particolare nel canone beatlesiano: una filastrocca dal'incedere vaudevilliano in cui un uomo giovane (Paul, che all'epoca aveva 25 anni) immaginava come sarebbe stato da vecchio: quasi un'eresia in un momento storico in cui la musica e un po' tutta la società era “youth-oriented” come mai prima e gli anziani venivano trattati da matusa da rottamare in massa. E comunque, quella fu una canzone che colpì un po' tutti, anche quelli come noi, che Beatlemaniaci fanatici non sono mai stati e che su Paul avevano un atteggiamento bivalente. Ce lo siamo spesso immaginato, il Paul McCartney vecchierello descritto nelle strofe della canzone, pelato o quantomeno un po’ stempiato (“When I get older losing my hair, Many years from now”), che passa le vacanze estive sull’isola di Wight “se non è troppo caro” e che, insieme ad una non meglio identificata mogliettina di lungo corso, tiene sulle ginocchia tre nipotini che rispondono ai nomi di “Vera, Chuck & Dave”. Il fatto è che Paul a 64 anni ce lo siamo – per anni - visualizzato in pace con sé stesso e con il mondo, dopo averlo travolto - il mondo – per il tramite dei Beatles e di alcune delle più belle nonchè popolari canzoni mai composte da essere umano. E quella mogliettina fedele e adorante a cui Paul chiedeva retoricamente di “nutrirlo” (“Will you still need me / will you still feed me / When I'm sixty-four…”) eravamo convinti che sarebbe stata Linda, che egli conobbe proprio nel fatidico 1967 di “Sgt. Pepper’s” (la Linda che peraltro detestammo quando Macca decise di farle – inutilmente - suonare le tastiere nei Wings ma che nelle vesti di moglie di Paul e madre dei suoi figli risultava più che apprezzabile). Niente di più sbagliato, perché la realtà del Paul McCartney 64enne di questi giorni è ben diversa da quella paciosa e malinconica della canzone. Destino ha voluto infatti che Linda morisse per un carcinoma al seno nel 1998, e che Paul facesse quello che in fondo fanno tanti suoi pari, ovvero si risposasse con una (ex)modella con la metà dei suoi anni – che gli ha dato un quarto figlio – per poi separarsene con modalità turbolente “non alla McCartney”. Per non parlare dei ben documentati litigi con Yoko Ono in merito alla cosiddetta “Beatles’ legacy” e all’ordine dei credits delle canzoni dei Fab Four (Lennon-McCartney o McCartney-Lennon l'arduo dilemma). Oggi Macca ha sessantaquattro anni ma, lungi dal condurre la tranquilla e un po’ noiosa vita coniugale di campagna con Linda che la canzone – e la sua stessa vita prima della tragedia del ’98, và… - avevano fatto prefigurare, è un uomo inquieto finito in pasto ai cronisti del gossip d’assalto. Normale, da un lato. Da un altro, però, è un po’ la fine di un mito. John Lennon e Paul McCartney infatti, nell’immaginario collettivo, erano per tanti versi lo yin e lo yiang. Tanto artistoide, violento, irrequieto e rivoluzionario era John, quanto artigiano scrupoloso, pacifico, metodico e conservatore appariva Paul. Oggi tutta l’impalcatura purtroppo crolla, e Paul arriva a “quella” simbolica veneranda età in un modo che sconfessa tutti i nostri pregiudizi e, in fondo, i nostri stessi sogni.
Per la cronaca, Paul – che fortunatamente per lui ha ancora una bella chioma anche se si tinge visibilmente i capelli - ha festeggiato il suo sessantaquattresimo compleanno nel corso di un copioso barbecue svoltosi nella sua tenuta di Peasmarsh, nell’East Sussex nel sud dell’Inghilterra, a cui hanno partecipato le figlie Stella e Mary, nonchè a svariati parenti e amici più o meno stretti. Non è dato sapere se nel corso della festa di compleanno “When I’m Sixty-Four” sia stata strimpellata o suonata dall’impianto stereo. Si sa però che al party erano presenti anche i tre nipotini di McCartney; nessuno dei quali, purtroppo, si chiama Vera, Chuck o Dave.
When I get old and losing my hair, Many years from now Will you still be sending me the Valentine, Birthday greetings, bottle of wine
If I stay out till quarter to three Wold you lock the door Will you still need me, will you still feed me When I'm sixty-four.
You'll be older too, And if you say the word I could stay with you.
I could be handy mending a fuse When your lights have gone You can knit a sweater by the fireside Sunday morning go for a ride
Doing the garden, digging the weeds, Who could ask for more Will you still need me, will you still feed me When I'm sixty-four.
Every summer we can rent a cottage in the Isle of Wight, if it's not too dear We shall scrimp and save Grandchildren on your knee Vera, Chuck & Dave
Send me a postcard, drop me a line Stating point of view Indicate precisely what you mean to say Yours sincerely, wasting away
Give me your answer, fill in a form, Mine for evermore, Will you still need me, will you still feed me When I'm sixty-four.
Articolo del
19/06/2006 -
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