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Roxy Music
La triste (ennesima) rentrée dei Roxy Music
23/07/2006
di
Morrisensei <
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E' un argomento che ha solleticato ed interessato molti. Quello trattato negli scorsi editoriali riguardo il pubblico dei concerti. Su queste righe sovente vilipeso e sbeffeggiato a causa di una condotta standard irrispettosa verso l'artista. Alcune mail giunte sudate in redazione ci hanno attaccato con le unghie affilate. Le solite code di paglia che con la canicola prendono fuoco molto facilmente. Noi, e i più attenti lo sanno bene, abbiamo sempre fatto esempi diretti. Concerti ai quali abbiamo personalmente, fisicamente, mentalmente assistito ma anche quelli ai quali non siamo stati presenti. Perchè ce lo possiamo permettere. Perchè decidiamo noi cosa cazzo fare di queste righe. Ma oggi non c'è la voglia di ribattere. Anche perchè la chiarezza regna sempre sovrana su Nerds Attack. L'onestà è padrona. E il vaffanculo scatta facile. Ecco allora alcuni appunti presi in ordine sparso un po' di qua e un po' di là. Due giorni fa, durante il TG2 del pomeriggio, ho catturato un servizio sul concerto del giorno prima dei Roxy Music alla cavea dell'Auditorium (quell'armadillo che doveva essere alla portata di tutti). Non voglio discutere i gusti degli altri. Nè tantomeno indagare su cosa passi per la testa, ad un canuto abitante della città eterna, nel momento di versare 70 euro alla cassa per assistere al concerto di gloriose cariatidi con problemi di dentatura scomposta ed emorroidi focose. Sembrava di stare all'opera. Applausi composti. Giacche. Teste bianche. E poi loro. I Ferry, i Manzanera, i Mackay. Un gruppo tutto lustrini e rughe buono per le serate VIP in Costa Azzurra (come fanno ad esempio già da tempo i Simply Red e Michael Bolton) o negli alberghi kitsch di Las Vegas. Brian Eno non è uno stupido. E' sempre stato avanti agli altri di circa 25 anni. Forse collaborerà ad un nuovo disco dei suoi ex compagni ma si è tenuto alla larga da una partecipazione-marchetta a questa triste (ennesima) rentrée. Come vedete un altro esempio di "pubblico" musicale. Facoltoso. Noioso. Stanco. Che metto sullo stesso piano di quello cafone, aggratis, strafottente e profondamente ignorante delle puntate precedenti. La platea perfetta non esiste. Del resto la perfezione esiste solo in natura. Ma potrebbe esistere un audience CIVILE e PREPARATA che invece in Italia stenta a materializzarsi. E quegli aggettivi sono intesi anche come cultura musicale. Non si ha più voglia di scoprire un gruppo. Un artista. Un disco. Quanta nostalgia per i tempi andati. Quando si compravano vinili solo in funzione di una bella copertina. Oppure solo con quelle poche notizie che si leggevano sul retro del disco. O meglio ancora quando il commesso del tuo negozio di fiducia (ne sono rimaste poche di anime pie devote al cliente) ti dava la dritta giusta per un clamoroso acquisto. Eppoi c'era il consiglio dell'amico più grande, del cugino più intelligente e solo qualche volta quello del giornalista di quella rivista che dovevi per forza di cose comprare ogni tanto per non fotterti la paghetta settimanale. Così siamo cresciuti. E così ci siamo evoluti. Arrivando a pensare che nel 2006 uno spettacolo come quello dei Roxy Music sia solo una tremenda operazione composta da tristezza e tanti euro. Che anche saper scegliere cosa andare a vedere/ascoltare richieda un certo fiuto. Una certa dimestichezza. Una certa voglia di guardare oltre. Anche a costo di arrivare prima degli altri. Il rischio è il vero segreto per conoscere sempre di più. In ambito musicale ma in fondo nel complesso di quello artistico. Noi riportiamo ciò che vediamo, null'altro. E fino ad ora ciò che abbiamo visto non ci piace affatto.
Vostro "Vi meritate gli Strokes" Sensei
(pubblicato per gentile concessione di Nerds Attack!)
Articolo del
24/07/2006 -
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