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L’Italia rende omaggio a Jimmy Smith, il più grande tra gli organisti jazz, scomparso a febbraio 2005, e onora il suo strumento: l’organo Hammond, il più suonato tra gli strumenti musicali che non si fabbricano più, l’evergreen che oggi molti ricordano, molti non conoscono ma ne hanno il suono in testa, molti continuano ad amare di un amore quasi maniacale (per soddisfarli, l’industria musicale sforna ogni anno decine di emulazioni elettroniche del vecchio ‘re’ a valvole). E che ricompare – col suo timbro inconfondibile, possente e caldo, e con la sua immagine vintage, di monumento ad una perfezione tecnologica d’altri tempi – sui palchi di tutto il mondo, alla faccia dei due quintali di peso e della non facile manutenzione. Il festival si propone di riassumere la lunga storia d’amore tra l’Hammond e il jazz in tutte le sue declinazioni: il fraseggio smithiano nella sua più genuina struttura con Alfa Mike Organ Trio di Alain Mechoulam; le incursioni nel funky-jazz con il trio “Santi Bailor” di Claudio Zulian; l’anima blues-gospel e il caleidoscopio dei grandi standard con l’accoppiata tra Max Tempia (tastierista dell’orchestra di Canale Cinque) e il sax di Marco Collazzoni; il matrimonio tra le due tastiere regine (Hammond e pianoforte), celebrato a fine anni ’80 dal duo Michel Petrucciani-Eddie Louiss e qui riproposto per la prima volta su una piazza italiana da Bruno Erminero e Alessio Buccella; il feeling col jazz mitteleuropeo con HammAcc Band di Pawel Serafinski (dove si sposano organo e accordeon). E prima, in apertura del festival, il Mauro Bottini Quartet, dove l’Hammond non c’è ma sembra di sentirlo…A contorno, tre momenti di cultura musicale che costituiscono altrettante novità per l’Italia: - (tutti i giorni dalle 19 alle 20) i seminari di Ivan Vicari, l’organista-innovatore che sta dimostrando come la storia dell’organo jazz sia tutt’altro che chiusa; - sabato 19, dalle 18 alle 19,30, a cura di Paolo Veronesi, confronto tra Hammond e organo liturgico: per la precisione, tra un Hammond C3 e l’organo settecentesco in San Giuseppe ad Isola Liri. L’Hammond nacque nel 1934 come surrogato economico dell’organo classico. E con questo ha molte affinità e non poche differenze…; - domenica 20, tutto il giorno dalle 11 alle 23, a chiusura del festival, raduno internazionale di organisti jazz-rock-progressive nella Piazza De’ Boncompagni perché l’Hammond è stato ed è jazz, ma ha scritto pagine fondamentali in tutta la musica popolare del ‘900. Nel festival convergerà, assieme agli ospiti stranieri, il ‘popolo italiano dell’Hammond’: un universo trasversale di musicisti e appassionati, molto esteso e sviluppato, assai più di quanto si possa credere. Nel settore, siamo vice-campioni del mondo, dopo gli Usa… “Liri Organ Jazz Festival” è una produzione Organ Music Club – il tempio degli hammondisti italiani del, con sede a Frosinone – con il Comune di Isola Liri (Assessorato alla Cultura), Liri Blues Festival e l’Istituto Polacco di Roma. Sponsor, Calta Amplificatori e Altoparlanti, Amilcare Franco (collezionista Hammond & Leslie e tastiere vintage) e Elvio Previati di DLQ. Per informazioni: Organ Music Club, via di Fontana Unica 1, Frosinone, 329-8110013 / 334-1564960, www.organmusicclub.com.
Articolo del
07/08/2006 -
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