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The Rapture
I ritorni (presunti) celebri della nuova stagione 2006/07
28/08/2006
di
Morrisensei <
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I rumori sono aumentati. Gli ultimi vacanzieri fagottari sono tornati con gli infradito tra le gambe. Peggio per loro. Non ne sentivamo la mancanza. Sentimento identico che proviamo per la nuova stagione che si appresta a vivere la musica britannica e di riflesso una parte di quella iuesei. Al recente Carling i Panic! At The Disco e i My Chemical Romance - entrambe formazioni americane - sono state prese a bottigliate da una folla di geniali scalmanati. Camicette attillate. Pettinature incollate super trendy. Cravattine dei miei stivali. Musica di merda: peccato solo che non ci siano stati feriti gravi. La nuova stagione 2006/07 si apre con alcuni ritorni [presunti] celebri. Su queste pagine, da tempo immemore, abbiamo più volte pronosticato la fine prematura di molte band di giovinastri plagiatori senza arte nè parte. In cima alla lista del libro nerissimo ci sono gli Strokes che hanno ormai dato tutto in termini di sorpresa, look, gossip e musica. Non è un caso che Mr. Hammond tiri fuori un disco solista e che il cammino commerciale dei tre album sia stato irrimediabilmente declinante. Tralascerei gli epigoni. Alcuni già sciolti da tempo, altri stucchevolmente fermi al palo. I Libertines facevano schifo. Una volta separati hanno procreato due brutture da Guinness dei Primati: Babyshambles e Dirty Pretty Things. Vivono grazie all'hype da rotocalco british e alle bravate da adolescenti di due emeriti inetti che giocano a fare le rockstar con 50 anni di ritardo! I Futureheads fanno cagare. I Radio 4 hanno sfornato un disco piatto e senza futuro. Il nuovo Rapture è disgustoso. Invece di ballare ti vien voglia di vomitare in un cesso alla turca. Lo strombazzato come back dei Kasabian è uno dei punti più bassi del pop UK degli ultimi 15 anni. Almeno sul primo (che plagiava Stone Roses/Stereo MC's/BRMC) due salti in compagnia erano concessi. I BRMC suicidati dopo l'esordio. Senza idee e senza talento quasi in partenza. I Rakes sono usciti dal buco di culo dei Wedding Present, i British Sea Power sembravano destinati all'Olimpo e invece rimangono destinati a pulire la spiaggia di Brighton, i Razorlight sono tremebondi ma peggio fanno gli Hard-Fi (disco che vale meno di zero). Gli Arcade Fire dignitosi ma perchè ad un gruppo che copia i Talking Heads è concesso così tanto spazio mediatico? I Wolf Parade sono stati stampati dalla lacca dei dischi dei Fire Engines, i We Are Scientists fanno ridere, i Franz Ferdinand già scoppiati ed involuti con il secondo album. Dal vivo una pena quanto gli Interpol... così tanto tempo per un nuovo lavoro la dice lunga su quanto stiano raschiando il barile i newyorchesi. Gli Art Brut valgono una notte brava per adolescenti flaccidi in preda ai fumi dell'alcol. I Bravery si vestono come i Misfits di periferia, gli Infadels uguali a tanti, gli Orson buoni per farne gelatina in scatola, i Kooks cagati dagli Strokes, gli Arctic Monkeys costruiti a tavolino, i Dead 60's figli non riconosciuti degli scarti di studio dei Clash, i Killers non pervenuti live e stancamente pseudo pop per seratine al drive in... non si scappa... non c'è niente di buono. Il fenomeno, seppur stia ancora spurgando novità, è carne morta ormai da tempo. Presto su queste pagine tireremo fuori una mappa. Che vi dimostrerà come quello che stiamo vivendo sia un movimento-non-movimento tra i peggiori vissuti nelle diverse ere musicali. Il tempo fra pochissimo ci darà ragione.
Vostro "No Future" Sensei
(pubblicato per gentile concessione di Nerds Attack!)
Articolo del
28/08/2006 -
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