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Il 5 settembre il mondo musicale celebra il sessantesimo virtuale anniversario dalla nascita di una delle figure più imponenti della storia del rock. L’evento, oltre a produrre cd e dvd commemorativi, apre uno spiacevole contenzioso a Zanzibar, luogo di nascita di Mercury Freddie Mercury (vero nome Farrokh Bulsara) ha sessant’anni. Anche da morto il grande leader maximo del rock britannico viene adorato come se fosse qui presente e come, se da un momento all’altro, potesse risorgere e proiettarsi sul palco di Wembley a cantare una delle sue innumerevoli e indimenticabili hit. E’ il potere dell’immaginario collettivo ed è la necessità di continuare nei secoli a speculare su figure mitologiche che sembrano riprodursi molto di più dopo la loro morte che durante la fase, anche discendente, della loro vita. Mercury è nato il 5 settembre 1946 a Stone Town nell'isola di Zanzibar, attualmente di proprietà della Tanzania. I primi anni della sua vita, sembrano le pagine della biografia di un personaggio di altro tempo. Britannico e di origine asiatica, Mercury studia a Panchagani (Bombay), presso la Saint Peter's Boarding School, e poi si trasferisce in Inghilterra dove si iscrive all'Istituto d'Arte Ealing, laureandosi in arte e design. Dall’incontro con Roger Taylor (batteria) e Brian May (chitarra) si gettano le basi per la nascita dei Queen. Quello che è successo dall’inizio degli anni ’70 alla sua morte (24 novembre 1991 per polmonite) è parte integrante del grande libro della storia del rock, con alti e bassi che consacreranno comunque Freddie Mercury quale perfetta incarnazione dell’icona ideale per migliaia di gruppi del genere. Ma Mercury non era un personaggio né facile né banale. Da sempre fiero della sua omosessualità, il leader dei Queen ha vissuto questa sua scelta senza tentennamenti. Nonostante tutto, nell’imminenza della celebrazione del sessantesimo dalla sua nascita, il riflesso della sua omosessualità riesce a fare ancora notizia. La comunita' musulmana di Zanzibar, luogo di nascita dell’artista, si è espressa contro i festeggiamenti per l'anniversario della nascita del cantante. Azan Khalid dell'Associazione per la propaganda islamica di Zanzibar ha detto che l'ex leader dei Queen, omosessuale dichiarato, violo' con il suo stile di vita i dettami della religione islamica. 'Qualsiasi cosa che leghi Mercury a Zanzibar e' offensiva per la popolazione musulmana' ha detto Khalid, chiedendo la cancellazione della festa organizzata per questa sera. Richiesta che e' finita contro il muro del rifiuto di Simai Mohammed, gestore del locale che ha organizzata il party. 'La nostra idea principale e' promuovere il turismo e Freddie Mercury era di Zanzibar. E' parte della nostra storia - ha detto Mohammed -. Siamo tutti musulmani qui e nessuna ha intenzione di offendere la religione'. Mai come in questo caso vale il detto “nessuno è profeta in patria”, e in un momento politico come quello attuale sembra, paradossalmente più facile di qualche anno fa, sbandierare la religione come vessillo ideologico per opporsi in maniera pregiudiziale ad ogni disparata iniziativa, compresa l’innocente celebrazione della nascita di un cantante rock. Freddie Mercury sarà sicuramente ricordato con tutti i crismi e le contraddizioni del caso, da parte nostra ci auguriamo che Simai Mohammed tenga duro e che stasera nella lontana Zanzibar si possa chiacchierare e festeggiare il compleanno virtuale di una rockstar senza pregiudizi.
Articolo del
02/09/2006 -
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