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“Basta con l'utilizzo delle mie canzoni nelle pubblicità”. Giustifica così Vasco Rossi la decisione di non concedere ''Ti prendo e ti porto via'' per il nuovo spot della Fiat perche' sente l'esigenza di preservare il suo repertorio dal rischio di un uso eccessivo che se ne fa negli intervalli pubblicitari. ''Ho sbagliato ma, come sempre mi e' accaduto nella vita, dovevo prima provare sulla mia pelle per capirlo. Quando un'azienda come la Fiat, qualche mese fa, si e' rivolta a me per inserire ''Senza parole'' nello spot di lancio della nuova Punto, gliel'ho concessa volentieri? Beh, era la Fiat!! Alla seconda richiesta, invece, "(Rewind)" ero gia' molto piu' dubbioso. Ora che mi si ripresenta l'occasione con ''Ti prendo e ti porto via'' ho deciso -annuncia- di dire di no, non voglio piu' che una mia canzone venga legata a uno spot''. Vasco aggiunge che si tratta di ''un fatto personale''. ''Non ho nulla contro la pubblicita' ne' giudico chi la fa. Ma per quel che riguarda me, adesso sento primaria la necessita' di proteggere le mie canzoni da un'esposizione che ritengo esagerata in pubblicita'. Errare e' umano, perseverare sarebbe diabolico recita un vecchio e saggio proverbio?..E io ho scelto, per quanto sta nelle mie possibilita', di non vendere i miei sogni, che sono poi anche quelli dei miei fans'' “Una presa di posizione ridicola, che ha un sapore di falso moralismo''. Questo il commento dei guru della pubblicità che 'bollano' seccamente il dietro front di Vasco Rossi alla vendita dei suoi brani per spot pubblicitari. ''Vasco Rossi non concede piu' le sue canzoni per gli spot pubblicitari? Sembra quasi che il cantante di Zocca cerchi pubblicita', lui che forse e' uno dei pochissimi che non ne ha nessun bisogno - sottolinea Saro Trovato, presidente di Meta Comunicazione ed esperto di marketing e trend - La storia antica e moderna e' piena di cantanti, attori e in generale di artisti che si pentono di una scelta, che dicono di non voler piu' vedere la propria arte contaminata e mercificata. In realta' e' stato proprio il mecenatismo prima e il sostegno da parte di aziende dopo a consentire a moltissimi artisti di vivere della loro arte''. ''Penso che non sia bello sputare nel piatto in cui si mangia, cosa tipicamente italiana, e in questa occasione Vasco si e' dimostrato un bigotto, un finto moralista - spiega l'esperto di pubblicita' Klaus Davi - Questa e' solo l'ultima forma di pentitismo, ancora piu' patetico perche' arriva da un trasgressivo, o almeno da uno che veniva considerato tale. Tra l'altro - continua Davi - Vasco dovrebbe sapere che la pubblicita' viene considerato un media, con il quale si 'pubblicizza' anche la musica; senza pensare ai tanti grandi artisti che l'hanno utilizzata e la utilizzano come canale di lancio per un singolo o un nuovo album''. ''Per carita' - prosegue il Davi - la scelta dell'artista di non abbinare piu' una sua canzone alla pubblicita' e' piu' che legittima, ma cio' che francamente mi sembra ipocrita e' la polemica, inutile, montata contro il mondo degli spot, da cui lui stesso ha mangiato a piene mani. Se proprio fosse stato convinto di non voler 'vendere sogni' - conclude Davi - perche' non rifiutarsi subito dal dare canzoni agli spot?''.
Articolo del
04/09/2006 -
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