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Nirvana
Sabato scorso a Bologna evento memorabile: la nascita della Superband
19/09/2006
di
Morrisensei <
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Ultimi ritocchi prima dell'uscita mattutina. L'oroscopo televisivo mi desta quando sento che il mio segno quest'oggi sarà fortunato. "Un importante colloquio segnerà la vostra giornata". Gonfio il petto. Creo all'istante mille illusioni. Esco convinto. Dopo aver percorso 57 metri in auto tutto è chiaro. Un'automobilista cattivo mi taglia la strada. L'importante colloquio si esaurisce con una battuta alle 8 e 24 corrente mese: "a stronzooo!". Devo ricominciare da capo. Devo trovare un perchè alle prossime 15 ore e 36 minuti. Ripenso allora al weekend appena passato quando è andato in scena un triste e patinato circo televisivo. L'MTV Day funestato da un violento temporale. Che non ha tuttavia impedito a quei quattro rincoglioniti posizionati davanti al televisore di assistere ad un evento memorabile. La nascita della Superband. Un progetto ex-tempore. Una jam band deluxe nata per l'occasione. Il fregnetto cantante dei Velvet, il Poggipollini, il Gazzè, un batterista non pervenuto all'anagrafe censoria, Piero Peluria e l'artista per eccellenza: Morgano. Le superstar nostrane. Con arie e spocchia da calci in culo e vanga in mano. La crema della crema vicina al pre-pensionamento che per loro equivale a fallimento. Peluria attacca "The Passenger" che lui annuncia come "The Passenggè". Legge le parole impacciato. Mentre le immagini dell'iguana scorrono in un mega schermo alle spalle dei nuovi Kiss, il brano di Iggy Pop è inesorabilmente storpiato. Stonato. Come neanche farebbe una cover band da bettola birraiola. Cinque minuti prima, il fregnetto sopra citato, aveva invece impegnato l'udito altrui con una rabberciata versione di un brano degli Oasis. E Morgano? Capello lungo, pizzo malefico, occhiali Rayban giganti alle 21.30 di sera sotto il diluvio, vestito di nero... era lì a menare le danze al piano come un novello capobanda... come un redivivo Vincent Crane. Come uno Svengali d'altri tempi. L'ennesima figura da provinciali addobbati con i vestiti della festa noleggiati dalla sarta di quartiere. Mancano ancora 14 ore ed il "perchè" è ancora lontano dall'essere trovato. Proverò a terminare qualcosa iniziato qualche giorno fa sotto la pioggia. Che era di cristallo. Così l'aveva resa l'ennesimo ascolto di "Atmosphere". Autentica medicina per esorcizzare dolori e fantasmi. Ci sono canzoni che servono anche a questo. Mentre fuori tutto scorre e tu hai voglia solo di rimanere dentro. A guardare, felice, chi bussa alla tua porta. Com'è lontana quella Bologna. Com'è lontana quella gente. Da una passione che non può essere la stessa. Intanto penso che 15 anni fa di questo periodo usciva "Nevermind" che solo nella successiva primavera avrebbe aperto un enorme cratere nel mondo della musica indipendente. Prima di allora racchiusa beatamente nell'elitario mondo anti-major. I Nirvana per pochi al Castello di Roma. Un ex cinema alla sua migliore rappresentazione. I Nirvana per tutti con l'odore indimenticabile di "Smells Like Teen Spirit". Quindici anni e sembra ieri. Serve ancora trovare un perchè al futuro? Basta guardarsi indietro. Almeno una volta. Solo una.
Vostro "Friendly Fire" Sensei
(pubblicato per gentile concessione di Nerds Attack!)
Articolo del
19/09/2006 -
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