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Il CBGB's ha chiuso. E proprio perchè non esisterà più, il celebre locale aperto nel 1973 da Hilly Kristal al 315 Bowery di Bleecker Street, è stato oggetto in questi ultimi giorni di vere e proprie veglie funebri. Da parte della stampa che conta. Che fino a tre giorni fa non se l'era mai inculato. Ops. Scusate. Che fino a tre giorni fa non si era mai interessata alle vicende di un tempio assoluto della musica. L'intento iniziale di Kristal, come è noto, era quello di un club dedito ad un certo tipo di musica. La sigla infatti significa: CBGB & OMFUG = "Country Bluegrass Blues And Other Music For Uplifting Gormandizers". Ma per conoscere tutte le vicende del piccolo locale basta leggere il tomo seminale "Please Kill Me" di Legs McNeil. Inutile dunque continuare a tracciare una storia che è stata analizzata in lungo e in largo, in alto e in basso, di lato e di dietro. Queste righe vogliono servire per aprire gli occhi, nuovamente, sul modo e il tono superficiale, aziendale, banale, usato da molta carta stampata e non. Il Corriere della Sera versione on line di ieri, ad esempio, trasformava Little Steven in bassista. Qualche riga "mischione" dove sono stati buttati dentro Rolling Stones, Talking Heads e Who. La cosa su cui riflettere, a parte sottolineare certe brutture giornalistiche, è come le leggende, i miti, le scene, i movimenti nascano sempre in un piccolo giardino. Il CBGB's era (usiamo già il passato) un buco. Sudicio. Dove il fine settimana si riuniva un crocchio di artisti, pseudo artisti, aspiranti artisti, personaggi apparentemente off, mezzi travestiti, qualche groupie e un pugno di fanzinari che avrebbero testimoniato la "storia". Chi si reca a New York alla ricerca di Bleecker Street si troverà di fronte un'anonima quanto normale entrata di un club con la tenda bianca come ce ne potrebbero essere centomila nel raggio di cinque chilometri. Ma è quello che è passato là dentro che conta. Quello che è stato vissuto che inchiostra libri da oltre trent'anni. Ed elencare nomi piuttosto che episodi risulta alla fine troppo stucchevole e manieristico. Fondamentale è sapere che il CBGB's c'è stato. Che la VERA-AUTENTICA New Wave agiva, si manifestava, creava re e regine, tra quelle quattro mura scrostate che hanno sentito il calore del sangue e del sudore. Del piscio e dell'amore. Per una passione che è andata oltre la vita. Tutto rimane immortalato nel cuore. Come poesia di strada. L'ultima immagine di questo film non può essere certo una Debbie Harry invecchiata e ingrassata. Non può essere certo una Patti Smith sorridente avvolta da sciarpa di lana e zuccotto a tono. Neanche i Waldos vestiti come se il tempo non fosse mai passato. L'ultimo fotogramma senza titoli di testa deve essere, e lo sarà per sempre, "Ramones". Quella foto scattata nel vicolo dietro al club riassume, meglio di articoli, libri ed editoriali, un periodo irripetibile. Compresso. Bruciato. Che è ormai leggenda.
Vostro "Loudmouth" Sensei
(pubblicato per gentile concessione di Nerds Attack!)
Articolo del
17/10/2006 -
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