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Genesis
La reunion dei Genesis è praticamente cosa fatta
19/10/2006
di
Morrisensei <
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I Genesis si riuniranno per una serie di date live. L'evento che sta mobilitando schiere di canuti fan della prima ora avverrà grazie ai mitici genialoidi Filippo Collins (ma non era diventato mezzo sordo? Ma non aveva detto che non avrebbe fatto più concerti?), Michele Rutherford e Antonio Banks. Al peggio non c'è mai fine. Ovviamente Pietro Paolo Gabriel ha seccamente rifiutato l'offerta. Io mi immagino la faccia di Julian Cope. Teorizzatore cosmico alle prese con tavoli traballanti aggiustati nell'equilibrio terreno da cd dei Genesis. L'unica destinazione possibile di cotanta magniloquenza pomposa. Noi non amiamo il progressive. Questo è acclarato da tempo immemore. Non ne amiamo la parte più barocca. Più stucchevole. Più manierista e masturbatoria. Se volessimo riassumere ai minimi termini diremo EL&P-Genesis-Yes. Già penso alle vostre facce tirate. A quegli occhi sgranati e a quelle dita che raspano vendicative sul tasto destro del mouse. Perchè guai a toccare cotanti miti. Guai a toccare i miti dei fan. Si lo so. Con quei dischi ci siete cresciuti (male). Con quei dischi avete sognato e vagheggiato amori impossibili e conquiste inverosimili. Con quei dischi avete mosso i primi vagiti musicali che sono però rimasti nel tempo semplici rudimenti. Da quei dischi non vi siete più mossi. Qualche digressione in territori pinkfloydiani. Qualcuna in ambito metallo classico. Qualche acquisto ardito agli albori degli anni 90 (Dream Theater). Poi più nulla. Se non rimembrare i vecchi tempi di brufoli e seghe davanti a quelle metafisiche rotture di coglioni. A quelle mastodontiche copertine. A quelle insormontabili cordigliere montuose di note e ampollosità. Il progressive ha fatto danni. Ha creato mostri di spocchia e ambiziosità. Musicisti pseudo classici invasati con lo spartito e la minuziosità. Alti piedistalli dove salire e non scendere mai più. Guardare tutti dall'alto è ancora uno sport bellissimo. Il progressive ha tagliato in due la spina che l'hard rock più selvaggio aveva messo nel culo alla società del periodo (e ancor prima - vedi anni 60 - c'era riuscita la British Invasion e i suoi potenti surrogati musicali) ma a sua volta è stato fatto a brandelli da un solo anno domini. Quello del Punk. Quello del 1977. E' bastato un solo giro di boa per non vedere più i poster di "Dark Side Of The Moon" attaccati nelle camerette di barbe licantrope. Vi siete mai addentrati nel mondo iper cosmico tedesco? Coetanei del progressive ma con intuizioni, sperimentazioni, originalità, istintività, anni luce distanti dalle scale pentatoniche di quei quattro eroi carnascialeschi abbigliati come Enrico VIII. Ecco perchè, nel 2006, una riunione dei Genesis appare ridicola. Crediamo che anche Gabriel, chiuso nella sua fortezza galleggiante di Bath, si stia facendo grasse risate. Verso i suoi ex-ex compagni che all'epoca non vedevano di buon occhio le sue camaleontiche/spettacolari interpretazioni live. I Genesis presi a modello come esempio deleterio di rivampa musicale. Benedetta da noi altri se specchio di integrità - umiltà - sincerità. A occhio e croce tutte caratteristiche sconosciute da sempre alla band britannica.
Vostro "Foxtrot" Sensei
(pubblicato per gentile concessione di Nerds Attack!)
Articolo del
19/10/2006 -
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