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Charlotte Gainsbourg
La salvezza stampata negli occhi di Charlotte Gainsbourg
23/10/2006
di
Morrisensei <
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L'umidità mi ha intristito l'anima. In una giornata qualsiasi. In una domenica qualunque. Di quelle ricolme di stanchezza. Con i pensieri gonfi e pesanti come un incudine. Una linea di galleggiamento sottile. Strana la razza umana. E' un untreatable disease come urlano gli Sparta. "Threes" accompagna le traversie e la trasversalità di un autunno che fatica a diradarsi. Per fortuna guardo la TV. A modo mio. Facendo il solito selvaggio zapping a creare un delizioso quanto ipercinetico blob casalingo. C'è il peggio della settimana che corre veloce come una formula 1. C'è quel tedesco che viene costantemente chiamato "maicol" come se fosse di San Diego. C'è la voglia di tifare per quattro pistoni e 153 sponsor anche a costo di diventare brasiliani. C'è una dentiera che parla nell'ammiraglia Mediaset. E lo fa con altre dentiere da tempo dimenticate. C'è un reality che mostra brutture, finta ignoranza e tante scene di culi. Dicono che abbia successo. Dicono che ne abbia meno quello in cui un tot di sconosciuti figli di papà si sfidano in Arizona a portar su e giù mandrie di vacche scoglionate. Altri discutono sulla regolarità di un gol tanato nella sua irregolarità per un mezzo centimetro di gamba pelosa posizionata oltre confine. Qualcuno dice che non è cambiato niente. Ha ragione. Purtroppo cambiare qualcosa è difficile. Difficile come venir fuori vivi da questa domenica. Nell'ultimo giro di giostra trovo la salvezza. E' stampata negli occhi di Charlotte Gainsbourg ospite di un programma grigio incasellato in una grigia emittente e condotto da un grigissimo conduttore. Ma Charlotte è bella. Di una bellezza impalpabile. Timida e con quel sorriso che mette i brividi tanto è uguale a quello di un padre indimenticabile. Quasi impaurita con quello sguardo che mette i brividi tanto è uguale a quello di una madre indimenticabile. Charlotte parla della notte. Del suo ritorno discografico ("5.55"). Avvolto nell'oscurità e nei pensieri. Lo fa con sicurezza, apparente. Ringrazia per la collaborazione gli Air che la traduttrice trasforma in persona singola ("...l'incontro con Air è stato fondamentale"). Dettagli. Anche perchè nel disco figurano pure Jarvis Cocker, Tony Allen, David Campbell e Neil Hannon con alla produzione Nigel Godrich. Charlotte ricorda il suo esordio quando tredicenne era al fianco del padre. Senza di lui pensava che la musica fosse divenuta una porta chiusa. E' un momento toccante. Il punto più alto di una domenica in affanno. Charlotte parla quindi del "nuovo mondo". Con ammirazione e gratitudine. Ricorda che ha appena terminato di girare una piccola parte in un film dedicato alla vita di Bob Dylan. Inevitabile la domanda familiare. Charlotte sottolinea come quel periodo irripetibile sia stato trasgressivo e anticonformista nella maniera in cui lo sono (per natura) gli artisti. Lei non vuole confrontarsi con chi riposa accanto a Baudelaire. Con la donna che 40 anni fa era considerata la più bella del mondo. Charlotte è una 35enne che vive la sua vita con serenità. Con amore. E con un tesoro dentro l'anima da custodire in eterno. Spengo la luce. L'ultima cosa da fare è regolare una vecchia sveglia. Alle 5.55. Proverò a respirare quella notte. Per ritrovare pensieri leggeri. Ma forse siamo solo molto stanchi. O forse è solo un sogno.
Vostro "Tel Que Tu Es" Sensei
(pubblicato per gentile concessione di Nerds Attack!)
Articolo del
23/10/2006 -
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