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U2 / Green Day
La connection U2 / Green Day, in odore di mercimonio
17/11/2006
di
Morrisensei <
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Ho conosciuto un ristoratore. Che amava cucinare scrollando sovente la folta chioma dentro i suoi piatti. Diceva che dipendeva dall'energia. La stessa che sembra muovere la discografia a ridosso del Natale. I magazzini sono pieni. Le tasche vuote ma non troppo. Le idee consegnate per sempre al Dio MERCIMONIO. Il più potente degli Dei del Valhalla musicale. Per arrivare ad avere un posticino sotto l'albero degli italiani, in quello stramaledetto giorno della vigilia, ci si ingegna nei modi più sparuti. Spuntano come funghi nell'umidità boscosa campionari di antologie epocali. Che storicizzano i primi 5 anni di vita dell'artista. Con inediti tenuti in non si sa quale cassetto di una non meglio precisata soffitta/cantina in una non meglio ubicata stamberga di famiglia. Doppi, tripli incastonati in cofanetti pressurizzati che invece mandano agli archivi i secondi 5 anni di attività. Oppure semplici best of con le due unreleased track di convenienza. Fondi e raschiate di barile. A questo proposito farei partire un filmato che vede protagonista Elisa. Il singolo che lancia la sua raccolta è raccapricciante (non sembra neanche più lei... visto che ormai di lei ha preso le sembianze tale L'aura) con tocco di classe finale. Dagli inferi arriva l'orco cattivo. Due minuti di Ligabove in grande spolvero che duettano e fanno pensare. Si, a quanta di quell'energia venga sprecata! Si prosegue con la mode degli album cover. Quanto di più semplice da compilare e buttare nelle ceste dell'autogrill a prezzo pieno. Operazione deleteria quanto assistere per intiero ad un TG griffato Studio Aperto. A braccetto con le cover vanno ultimamente forte anche i dischi tributo. Prossimamente ne uscirà uno che omaggia e ricordo la buon'anima di mio nonno. Che amava fischiare ai tordi quando imbracciava la doppietta e teneva al guinzaglio due splendidi pointer. Al peggio non c'è mai stata fine. Come tralasciare le rimasterizzazioni? Booklet infarciti di mascarpone. Note di copertina gonfiate col silicone. E le care amiche inseparabili di ognuno di noi: le bonus track. Ormai si ragiona quantificando le bonus. Si divide il prezzo sborsato per quante canzoni addizionali ci hanno regalato. Zero. Non ci fanno mancare, poi, i live. I santissimi live che catturano i nostri eroi in una serata @ osteria del curato. Erano meglio i bootleg. Quelli d'autore. Come i falsi. Si prosegue con i dischi natalizi. Gli americani sono maestri. Noi da buoni cafoni amiamo copiare. Ma sempre dal compagno di classe sbagliato. Stessa cosa dicasi per gli album di duetti, per quelli benefici, per quelli commemorativi. Autentiche patacche per palati cartavetrati. Come l'ultima connection tra Green Day e U2. Il pezzo l'avete sentito? Aberrante. Ed è un complimento sincero. Del resto quando di mezzo c'è sua santità Bono tutto si ammanta di sacrale. Di odore di incenso. L'odore dei suoi sponsor. Per finire nota a margine per le reunion. Che avvengono nel 75% dei casi sempre sotto festività natalizia. Sarà un caso? Quest'anno s'è riunita anche la mia vecchia terza F. Faremo un disco remaster deluxe plus four bonus track gatefold picture sleeve 7". Ovviamente in edizione strictly limited! Ok. Ma la musica? Prendetevi una pausa. Una lunga pausa.
Vostro "A Irè ma che ciai?" Sensei
(pubblicato per gentile concessione di Nerds Attack!)
Articolo del
18/11/2006 -
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