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AA.VV.
Al "M.E.I." di Faenza quest'anno c'erano anche Pupo e Pippo Baudo
27/11/2006
di
Morrisensei <
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E' lo spazio del weekend. Di quello appena passato. Di quello appena vissuto sul campo. A breve pubblicheremo un delizioso diario di viaggio che ha visto una gagliarda delegazione di Radio Città Aperta (con implicazioni nerdiche ovviamente) veleggiare ed approdare compatta al Meeting delle Etichette Indipendenti 2006. Una giornata "particolare" di scambi, promesse, incontri, appuntamenti al buio, poeti di strada, umidità, nebbia e tanta musica. Dove tutti sembrano conoscere tutti. Dove tutti cercano di conoscere tutti. Dove nascono dibattiti, dove nascono premiati, dove arrivano anche i tele-accomodati. Dove c'è un Pupo che tiene banco raccomandandosi di fare un po' di "cagnara" per il collegamento con "Quelli Che Il Calcio". Dove c'è piadina c'è casa. L'importante è crederci. Sempre. C'è chi vuole boicottare i network radiofonici ricordando che sarebbe importante investire sulle produzioni di etichette indipendenti. Perfino il Pippobaldonazionale si è sentito di correre a virgolettare la sua in proposito lodando il lavoro delle label non major. Con Sanremo alle porte, e reduci dai precedenti fiaschi artistico-musicali, l'altro mondo sta (guarda caso) aprendo le porte a quello sotterraneo per anni lasciato vivere nell'ombra. Oggi tutti si accorgono che ogni anno nella piccola cittadina alle porte di Ravenna sfilano oltre 30mila presenze. Trentamila anime che hanno voglia di connettersi al di fuori delle canoniche postazioni web. Che rifiutano i volti seri delle etichette maggiori, le false promesse, gli standard ai quali sottomettersi, i contratti capestro. Il mainstream puzza sempre un po'. Il biglietto da visita nella tasca di una giacca e cravatta ha sempre un odore diverso da uno sparpagliato su un tavolo macchiato dalla birra. I ragazzi, i musicanti, gli artisti, gli appassionati questo lo sanno. Ecco perchè, oggi, la parola INDIPENDENTE ha assunto un significato gigante. Allargato. Macro-esteso. Di questo non possiamo che essere felici, noi che abbiamo da tempo immemore, sposato una causa cervantesca secondo la quale è sempre meglio tentare di sconfiggere la vorticosità dei mulini a vento piuttosto che rimanerne irrimediabilmente vinti. Ma tra essere "indipendenti" ed essere "INDIPENDENTI" (si noti la differenza di carattere) c'è ancora un gap da colmare. Quello di una terra di mezzo. Di una sorta di centro, di rifugio, in attesa di tempi migliori. E' tutto bello. E' una strada nuova da percorrere... forse. Ma occhi aperti. Anzi, quattr'occhi aperti!
Vostro "Nerds c'è" Sensei
(pubblicato per gentile concessione di Nerds Attack!)
Articolo del
27/11/2006 -
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