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Lester Bangs
Il leggendario critico rock Lester Bangs oggi avrebbe 58 anni
13/12/2006
di
Morrisensei <
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Oggi Leslie Conway Bangs avrebbe 58 anni. E come spesso accade in questi casi, sarebbe difficile immaginare un "mito" con i segni avanzati della vecchiaia. Lester Bangs, per chi scrive, è stato il più grande giornalista rock di tutti i tempi. Come John Peel lo è stato per la radiofonia. Un paffuto e baffuto omino di Escondido (California) innamorato di William Burroughs quanto di Hunter S. Thompson di Lou Reed quanto dei Troggs. Grande per essere arrivato "prima" di tutti. Dotato di un talento non comune nel saper vedere oltre. Ma soprattuto grande nello scrivere la sua verità, scevra, libera da ogni tipo di pressione. Con coraggio, con spavalderia, con argutezza. Forte di una conoscenza da appassionato, da autentico maniaco del vinile, da funambolo della penna. Lester Bangs era una rock star. Per attitudine. Per stile di vita. Per quella morte prematura. Un esempio. Che venne amato da tutti gli artisti che passarono sotto la sua allegorica quanto feroce critica. Perchè i VERI artisti sanno accettare un giudizio soggettivo. Sanno comprendere il punto di vista estraneo anche quando totalmente negativo. Chiedetelo agli MC5... chiedetelo a Lou Reed... chiedetelo a Mick Jones...a Iggy Pop... non a caso i Ramones lo menzionano in "It's Not My Place (In The 9 To 5 World)", non a caso i R.E.M. fanno lo stesso con "It's The End Of The World As We Know It (And I Feel Fine)", non a caso i Buzzcocks arrivarono a scrivere "Lester Sands". C'è molta carne al fuoco che raccoglie e racconta le avventure del "last of the white niggers". Soprattutto negli ultimi tempi l'editoria ha dato fuoco alle polveri. Dunque non ci sembra il caso di proseguire con ricordi e cenni biografici. L'invito ad avvicinarsi ai suoi scritti, ai suoi articoli, alle sue deliranti disquisizioni musicali è rivolto a tutti. A tutti quelli che pensano che per tirar giù una buona recensione ci sia bisogno di descrivere la noia, di elencare il più possibile nomi, cognomi e titoli, di pararsi il culo davanti all'etichetta di turno, di far trasudare la paura di voler essere se stessi, di esprimere concetti usando scoscese vie piene di sinonimi e contrari, di passare per pluri laureati in lettere classiche, antiche e moderne, di fare il compitino senza macchia come lo si faceva al quarto liceo. Tutta merda. Tutto inutile. Per regalare le tue emozioni c'è bisogno che quelle emozioni vengano rese vive su carta. Proprio come faceva Lester Bangs, mentre tracannava birra allungata con pasticche di varia provenienza, con indosso una canotta macchiata e sudicia, tra pile di vinili e rumori "graffiati" di pick-up esausti. In fondo è solo rock'n'roll. In fondo rimarranno sempre le sue parole. Da guida. Da ispirazione. Inutile fingere.
Vostro "Almoust Famous" Sensei
(pubblicato per gentile concessione di Nerds Attack!)
Articolo del
13/12/2006 -
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