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Un vero e proprio incontro, che ha trasceso i secoli, fra l’organo della Cattedrale di Cortona, suonato da Massimiliano Rossi e il sax di Francesco Santucci, il tutto accompagnato dalla voce di Angelica Maria Rossi.
Evento particolare che ha dimostrato come l’organo a canne non sia, come erroneamente viene considerato dai più, solamente uno strumento musicale liturgico, ma uno strumento dalle ampie possibilità in tutti i tipi di musica, anche quella moderna.
Durante il concerto, attraverso la maestria dell’organista e grazie agli arrangiamenti particolari, lo strumento ha dimostrato di non essere un mero simulacro del passato, utile tutt’al più ad accompagnare funzioni religiose e suonare musiche di tempi remoti, ma un organismo vivo, strumento di espressione artistica universale, capacissimo di dialogare con la modernità del sassofono e la purezza cristallina della voce della cantante.
Tutto questo grazie a un ensemble di eccellenze a partire da Francesco Santucci, per molti anni primo sassofono dell’orchestra della Rai, virtuoso dello strumento, arrangiatore e compositore, che ha collaborato con grandi maestri fra cui Ennio Morricone, Armando Trovajoli, Riz Ortolani, Ray Charles.
Sulle note di Santucci, Massimiliano Rossi, organista della Concattedrale di Cortona e di altre chiese, concertista, ha suonato con rara sensibilità, trasformando il suono in spazio fisico, mentre la presenza vocale del soprano Angelica Maria Rossi ha costituito il collante emotivo capace di legare i sapienti intrecci dei due musicisti.
Il repertorio ha spaziato da Johann Sebastian Bach a Felix Mendelssohn, da John Francis Wade a Jorge Fandermole passando per Camille Saint-Saëns, dunque non solo con pezzi considerati musica classica, ai quali si è aggiunto un medley mirabilmente arrangiato da Francesco Santucci.
Impossibile parlare di un evento di tale spessore artistico senza menzionare il lavoro silenzioso ma fondamentale dell'Associazione per il recupero e il restauro degli organi storici di Cortona.
Se oggi è possibile ascoltare tali armonie, lo si deve alla lungimiranza di chi vede negli organi antichi un patrimonio civile e culturale da preservare.
Il restauro di questi strumenti musicali non è un mero esercizio di antiquariato, ma un atto di restituzione alla comunità, permettendo di mantenere viva la storia, rendendo la città un centro d'avanguardia per la riscoperta della musica d'arte.
Concludendo il concerto del 28 dicembre ha rappresentato un perfetto connubio tra conservazione e innovazione ed è stato la dimostrazione che, quando il talento incontra la tutela del patrimonio, la bellezza che ne scaturisce è senza tempo
Articolo del
01/02/2026 -
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