Emergenti 21 Ottobre 2008

Warp it

Crossover di rock, new wave ed elettronica per una delle più interessanti band italiane

Artista
Overock
Etichetta
Incipit Recordigs

E’ davvero una bella sorpresa il concentrato di rock, elettronica, new wave e grunge che propongono gli Overock, interessante quartetto torinese nato alla fine degli anni ’90 e già visti all’opera quali opening act di Verdena, Afterhours, Tre Allegri Ragazzi morti e altre affermate band indie-rock. Dopo le ottime recensioni ottenute dal precedente EP Acid sounds in a groove box, nel loro primo vero album Warp it gli Overock ammiccano a numerosi stili e generi senza mai appiattirsi su nessuno di essi; anzi, li rielaborano in una chiave in cui gli ascoltatori più “allenati” riconosceranno facilmente il sound acido e trascinante caratteristico di molte band nate sotto la Mole che hanno creato quasi un genere a parte (Subsonica e Linea 77 in primis). Ma gli Overock hanno anche una dimensione decisamente mainstream che li farà amare anche ai fan dei 30 Seconds to Mars (ascoltando The thin shape of a dawn, non si può fare a meno di pensare alle melodie futuriste di Jared Leto e soci), o dei primi Lostprophets. L’album nel complesso è vario e mai banale: il crossover degli Overock è una combinazione vincente tra il ritmo e la rabbia del punk e del rock, il rumore di fondo della lacerante solitudine urbana, le dissonanze della new wave anni ’90 e le inquietudini alla Deftones o alla Tool, il tutto intrecciato con grande libertà creativa; l’esempio perfetto della loro composizione è Base 16-Warp it, ma da ascoltare sono soprattutto Driveless e Generations in a pool of grey, i due episodi forse più oscuri e intimisti dell’album, ma non per questo meno coinvolgenti. Gli Overock e la loro musica sono forse pionieristici per quelle che sono le tendenze attuali del mercato musicale italiano, più orientato verso sperimentazioni emo-indie di più immediata presa, ma il loro progetto merita comunque attenzione e incoraggiamento.