Italiani 2 Maggio 2007

…A Toys Orchestra + St. Francis live @ Classico Village – Roma, 27 aprile 2007

Il gruppo di apertura della serata è di stampo post rock, sono i romani St. Francis. Il quartetto è formato da musicisti esperti che ci presentano in venti minuti i loro pezzi, avvolgendo il pubblico con il loro interessante sound.
Dopo un po’ di attesa, ecco salire sul palco gli …A Toys Orchestra. Dal momento in cui iniziano a suonare, la sala è imbevuta di un’atmosfera sensoriale, veramente suggestiva.
Le prime due file sono formate probabilmente da gente che non va spesso ai concerti, visto che sono comodamente seduti a terra.
Dopo i due pezzi iniziali, Enzo (il cantante) chiede a chi è seduto di alzarsi, per poter godere al meglio Panic Attack #1 (dal vecchio album “Cuckoo Boohoo”), dal sound decisamente ballabile; durante la canzone il pubblico inizia a scaldarsi vorticosamente, muovendosi al limite del pogo.
Rimango stupita quando la canzone seguente, Ease Of The Bit, con un intro di sola chitarra e piano, leggero come una carezza, passa improvvisamente ad un ritmo di battute veloci che trasforma la melodia quasi in drum’n’bass. E le prime file iniziano a pogare così furiosamente da dovermi spostare per non esserne travolta!
Questa è la magia degli …A Toys Orchestra: riescono a catapultarti in un mondo in cui la musica ti entra dentro l’anima per sviscerarne il suo interno, fino ad un luogo sperduto di follia dove i suoni si espandono vorticosamente e non puoi far altro che muoverti.
Il set continua con la danzareccia Cornice Dance, per poi smorzare i toni con la canzone che dà il titolo al nuovo album, Technicolor Dream, durante la quale Enzo inizia a spingere tutti i tasti del piano istericamente, dando un effetto psichedelico forte.
Non posso non riconoscere che questi ragazzi sembrano sapere bene quello che fanno, il loro live è d’effetto grazie ai suoni tecnologici del synth, mantenendo, nel contempo, di base, la semplicità (ma solo apparente!) del piano e della chitarra.
Il live si conclude con la dolcissima Letter To Myself che ti fa sperare che questo concerto non finisca più, che questo bel viaggio continui a donarti stupore ed emozione, che i colori e le sensazioni di quest’ora non ti abbandonino.
Peccato che il set sia durato così poco e peccato non abbiano suonato Elephant Man, a mio avviso, uno dei pezzi più viscerali che abbia sentito negli ultimi anni; comunque gli …A Toys Orchestra sono una delle realtà più interessanti attualmente in Italia.