Ad Sīdĕra
La cifra è stoner, ma l’afflato è italico. A tutto ciò si alternano momenti in cui il quartetto livornese sembra propendere per melodie e down-tempo, ma non lasciatevi ingannare dalle apparenze, perché la rotta….non è ancora segnata.
La cifra è stoner, ma l’afflato è italico. E quindi con un occhio alla melodia. Gli Shed Of Noiz fanno il loro esordio sulla lunga distanza con un lavoro che riporta sì alla mente QOTSA, Monster Magnet e primi Kyuss, ma anche pensato e scritto per non restare nei meandri della scena indie-rock nostrana e agire a presa rapida, come dimostra in apertura La Nostra Rotta.
Non tutti i brani sono però così immediati. Soyuz, ad esempio, segue strade inerpicate muovendosi nell’ombra con circospezione per poi schizzare fuori come un cane impazzito; in Ovest il suono di uno scacciapensieri riporta alle origini siciliane (richiamate anche dal titolo di un’altra traccia,Vucciria) dell’etichetta su cui pubblicano; e Ut abbandona ogni proposito di riconciliazione col pop.
A tutto ciò si alternano momenti in cui il quartetto livornese sembra propendere per melodie e down-tempo, ma non lasciatevi ingannare dalle apparenze, perché la rotta….non è ancora segnata.


