Ambient/Elettronica 10 Aprile 2019

Amaramente

E’ un lavoro discografico delicato, che va trattato con cura, con riguardo, con affetto, con amore. Ci sentiamo bipolari nell’ascoltarlo, a volte ebbri di gioia di vivere, a volti incredibilmente tristi e depressi. Vaghiamo per le strade di una città oscura, una grande metropoli illuminata solo dai lampioni e dalle insegne degli empori notturni. Ci godiamo la bellezza della notte, le strade vuote, il silenzio, la gioia degli alberi scuri e delle querce intaccate dalle iniziali degli innamorati, quando all’improvviso veniamo fermati da uno sconosciuto armato di pistola che ci chiede il portafogli e l’orologio

Con il primo pezzo il sound sembra giocherellare nelle nostre orecchie, allegrotto dopo una buona bottiglia di vino. Il secondo pezzo va a ricercare un po’ i Joy Division e la New Wave inglese anni ’80. I testi sono severi, incazzati, tossici. Il terzo brano si apre con qualche secondo di canto da Chiesa, poi prosegue con un bellissimo e curato trip hop. Il quarto e quinto brano ci inondano di quella nostalgia buona, che ogni tanto è anche bello provare.

Questo EP è un lavoro delicato, che va trattato con cura, con riguardo, con affetto, con amore. Ci sentiamo bipolari nell’ascoltarlo, a volte ebbri di gioia di vivere, a volti incredibilmente tristi e depressi. Vaghiamo per le strade di una città oscura, una grande metropoli illuminata solo dai lampioni e dalle insegne degli empori notturni. Ci godiamo la bellezza della notte, le strade vuote, il silenzio, la gioia degli alberi scuri e delle querce intaccate dalle iniziali degli innamorati, quando all’improvviso veniamo fermati da uno sconosciuto armato di pistola che ci chiede il portafogli e l’orologio.

È difficile capire veramente quale sia lo scopo di questo disco, se donarci grazia e bellezza o farci assistere impotenti alla disperazione di cui è fatto questo mondo. Forse entrambe. Forse dobbiamo prima ascoltarlo e riascoltarlo per farci davvero trascinare dal giusto mood. Alla fine consegniamo portafoglio e orologio e la vita da quel momento ci sembra un po’ meno bella. Ma ci addentriamo subito in un locale e ci scaldiamo dal freddo dell’inverno. Non possiamo ordinare perché non abbiamo più soldi, ma raccontiamo l’accaduto al barman e questo ci offre volentieri una birra. È questo che accade in Amaramente di Animali Urbani.

La vita è una merda e questo è più che tangibile. Ma ovunque voi andiate, qualunque sventura o vicissitudine possiate subire, qualunque malanno vi possa capitare, avrete sempre quel pub e quel barista che, gentile come pochi, vi offrirà una birra fresca