Anatomy
Un album che non ti aspetti insomma e le sorprese fanno bene, soprattutto in una società in cui tutto sembra essere così scontato.
- Artista
- Drugstore
- Etichetta
- Rocket Girl
E’ successo che anni fa un gruppo inglese, il cui nome è un tributo a “Drugstore Cowboy” di Gus Van Sant, capitanato da una talentuosa bassista brasiliana, tale Isabel Monteiro, apre dei concerti a Jeff Buckley e quest’ultimo ne rimane talmente colpito da incidere una cover del singolo di debutto della band, ”Alive”.
Lo stesso gruppo ha diviso il palco niente di meno che coi Radiohead e si è sciolto nel 2002 per riunirsi nel 2009. Così i Drugstore pubblicano ”Anatomy”, la copertina è quanto mai simbolica: sfido chiunque a non pensare che si incastri perfettamente con i dieci brani di quest’album. Rompe il ghiaccio ”Sweet Chili Girl”, canzone accattivante di morriconiana memoria a cui seguono tre canzoni dal forte sapore intimista in cui si annidano tracce di Tom Waits e Leonard Cohen ai quali si assommeranno quelle di Johnny Cash (”Blackholes & Brokenhearts”).
Un album che non ti aspetti insomma e le sorprese fanno bene, soprattutto in una società in cui tutto sembra essere così scontato.


