Anemoia
Secondo album per Andrea Zacchia, un chitarrista jazz di grande talento che si è distinto in diverse occasioni, recentemente anche per la sua collaborazione con la “vocalist” Linda Gambino.
- Artista
- Andrea Zacchia
- Etichetta
- Filibusta Records/ I.R.D.
Secondo album per Andrea Zacchia, un chitarrista jazz di grande talento che si è distinto in diverse occasioni, recentemente anche per la sua collaborazione con la “vocalist” Linda Gambino.
Il disco si intitola “Anemoia” e vi anticipiamo che è stato realizzato con la formula dell’Hammond Trio, all’interno di una “line up” che prevede Pietro Caroleo, all’organo Hammond e Maurizio De Angelis, alla batteria. Il disco è stato registrato, missato e masterizzato presso il Fusion Music Studio di Monterotondo, Roma, da Federico Palmieri e offre molti spunti innovativi pur mantenendosi nella tradizione del post-bop. “Anemoia” vuol dire “nostalgia”, per un tempo, per un luogo, per una persona o anche per una situazione che non si è mai vissuta. L’album contiene otto tracce attraverso le quali Andrea Zacchia esplora le tante possibilità espressive del jazz modale e lo fa attraverso melodie quanto mai espressive, sorrette da arrangiamenti molto dinamici.
Brani come “Full House”, scritta da Wes Montgomery, come “Abendrot”, o ancora “Groove Yard”, oppure “Oleo”, scritta da Sonny Rollins e “Reveries” mettono in evidenza momenti di fitto “interplay” e alternano progressioni armoniche piacevolmente sospese a sezioni ritmiche più intense, dettate anche dall’improvvisazione. Tutto questo all’interno di un “mix” indovinato fra “groove” e melodia che tiene sempre conto del senso della narrazione.
Un album piacevole e raffinato in cui la musica fluisce con naturalezza passando per composizioni originali e “cover”. Da ascoltare.


