New Releases 31 Marzo 2011

Anika

Forse dovuto al fatto che il disco abbia incontrato appieno i miei gusti musicali, lo reputo tra i più interessanti debutti che mi siano capitati di ascoltare negli ultimi anni.

Artista
Anika
Etichetta
Invada Records

Fulminante disco d’esordio per Anika, cantante di origini anglo-tedesche che, ancor prima di diventare musicista, era una giornalista freelance in continuo spostamento tra Bristol e Berlino. L’artista in questione, per il fascino e le inflessioni vocali dal sapore decisamente post punk, potrebbe essere considerata una Ari Up del nostro tempo.
La favola dell’algida Anika ha avuto inizio dall’incontro casuale con Geoff Barrow, proprietario dell’etichetta Invada nonché membro fondatore dei Portishead e batterista di Beak. Dal sodalizio artistico ne è scaturito questo convincente lavoro: un disco oscuro (quasi claustrofobico) figlio legittimo di band del calibro dei Joy Division, Fall e Bauhaus che si arricchisce qua e là di distorsioni dub alla PIL, tanto per rendere ancor più ossessiva l’atmosfera.
Si rimane colpiti sin dal primo ascolto per geniali intuizioni custodite in questi solchi: ”Terry”, brano d’apertura, è come immaginare le Ronettes in overdose. E’ intriso di un pop melodico-malato capace di infettarci all’istante. La seguente ”Yang Yang” è ipnotica e minimale, in perfetto stile post punk. Il disco è impreziosito da due cover intriganti: una versione psichedelica di ”Master of Ward” di Dylan dalla ritmica glaciale ed incessante ed ”I Go to Sleep” dei Pretenders, introdotto da un suadente suono di piano. Il brano, a dir il vero, convince più per l’arrangiamento stile Throbbing Gristle che per l’interpretazione vocale di Anika, stavolta forse un po’ troppo eterea e meno incisiva del solito, ma confrontarsi con Chrissie Hynde non è mai cosa facile.
Forse dovuto al fatto che il disco abbia incontrato appieno i miei gusti musicali, lo reputo tra i più interessanti debutti che mi siano capitati di ascoltare negli ultimi anni.